Vini rosati di prestigio per un aperitivo estivo

Oltre ai bianchi e ai rossi, i vini rosati sono una categoria molto apprezzata in tutto il mondo e oggi occupano un posto di prestigio sul mercato nazionale, considerati eccellenza Made in Italy in tutto il mondo.

Se, un tempo, il vino rosè era considerato un succedaneo cheap del vino rosso, attualmente trova una precisa collocazione nella produzione mondiale ed è apprezzato per le sue caratteristiche organolettiche uniche.

Se volete scoprire tutte le varietà di corredi organolettici e come viene prodotto il rosè, proseguite con la lettura e ci inoltreremo insieme in un viaggio interessante e coinvolgente di enogastronomia tra profumi, terroir, giochi cromatici e abbinamenti.

Il vino rosato in pillole: un po’ di storia dell’uvaggio

Un tempo il vino rosato veniva prodotto tramite un assemblaggio tra vini bianchi e rossi, ma oggi questo procedimento è severamente vietato in tutta l’UE; è concesso soltanto per la produzione di alcune tipologie di spumanti e di Champagne.

Secondo le normative attuali, un rosato può essere realizzato tramite uve a bacca rossa, a bacca grigia, oppure mediante un uvaggio particolare e un insieme differente di mosti.
In sintesi, il rosè si può ottenere solamente da uva rossa, oppure da bacche rosse e bianche vinificate assieme; è assolutamente vietato mescolare insieme dei vini già pronti, ma le differenti cultivar di bacca vengono elaborate nello stesso momento, mediante il cosiddetto uvaggio.

In alternativa, è concesso agire direttamente sull’assemblaggio dei differenti mosti, ma mai sui prodotti già realizzati e finiti.
Per questo motivo, chiamarlo ancora vino rosato può sembrare riduttivo e suonare anacronistico: un nettare di questo tipo non ha un solo colore ma sprigiona una palette cromatica variegata, a seconda del tipo di uve utilizzate.

Per semplificare, i vini rosati si ottengono da quei frutti che si trovano in natura poveri di componente cromatica, e si tratta di alcune cultivar che vengono vinificate in purezza, così da non perdere le loro caratteristiche così particolari.

Inoltre, la palette cromatica della bevanda dipende dalla durata della macerazione, cioè dal contatto con le bucce che consistono della materia colorante: si tratta, in genere, di un tempo molto breve che varia da un paio di ore a un giorno.

Tutti questi fattori caratteristici compongono la trama del vino rosato, così particolare e delicata.
Per ottenere il migliore prodotto, si utilizzano soltanto bacche sane e mature, così da non contaminare l’aspetto cromatico e il corredo gustativo con sentori amarognoli; la vinificazione avviene in tempi rapidi e a basse temperature, in modo molto delicato, per preservare la delicatezza del colore rosato.

Infine, la maturazione quasi solamente in serbatoi in acciaio, poiché il rovere e la tradizionale botte in legno potrebbero sprigionare dei sentori troppo complessi e impegnativi per un vino che deve preservare caratteristiche di leggerezza e di assoluta freschezza.

Un caleidoscopio di vini rosati e di particolarità

Tra le molteplici varietà di vini rosati, il Cerasulo è di sicuro il più noto e diffuso, soprattutto nei terroir dell’Abruzzo, del Lazio e della Sicilia.

Si ottiene da uve Montepulciano vinificate in bianco, cioè evitando il contatto delle bucce con il mosto, durante il procedimento della macerazione.

Uno dei vini rosati più conosciuti è di sicuro il Cerasuolo di Vittoria, un’eccellenza della provincia di Ragusa, Catania e Caltanissetta.
In questo rosato si percepisce tutto il calore della bella isola sicula, grazie a un uvaggio particolare ottenuto da uve Nero d’Avola e uve Frappato.

il cerasuolo fa parte dei vini rosati e mostra il suo colore intenso

Questi vitigni, allevati prevalentemente a pergola, crescono bene in terreni calcarei e argillosi, e amano l’esposizione soleggiata che permette la completa maturazione delle caratteristiche organolettiche.
L’aspetto più affascinante del Cerasuolo è il suo colore rosso cirasce che in dialetto siciliano significa per l’appunto rosso ciliegia: per il suo corredo cromatico intenso e vivace, secondo alcuni enologi viene inserito nella categoria dei vini rossi.

La particolarità di questo rosato rotondo e di carattere è il bouquet ricco di frutti rossi, fra cui mele, prugne, ribes, lampone, marasca e ovviamente ciliegia.
Il vino rosato Cerasuolo è secco, perfetto per aperitivi con salumi e formaggi di media stagionatura, ma anche zuppe di pesce e carni bianche alla griglia.

Il vino Calafuria, invece, è perfetto per voi che amate i gusti delicati e femminili, dai sentori di gelsomino, rosa e mughetto.
Si tratta di un rosato prettamente pugliese, prodotto da uve Negromaro 100% e nello specifico nei meravigliosi vigneti del Salento, fra suoli tufacei e forti escursioni climatiche notturne.

Viene lavorato attraverso una leggera macerazione dei frutti rossi sulle bucce, così da mantenere quella caratteristica trama color corallo.
Dopo la maturazione in acciaio, si procede all’imbottigliamento per un periodo di 4 mesi: si ottiene un vino rosato morbido e fresco, piacevole e sofisticato, caratterizzato da un bouquet che gioca tra sentori di rosa, lavanda e frutti rossi.

Il vino Calafuria è eccellente in accompagnamento a torte salate e uova, pesce alla griglia e zuppe di pescato, oppure con un meraviglioso risotto alle verdure.

Rimaniamo sempre nel Salento, con il Tramari vino rosato, prodotto a San Marzano nella provincia di Taranto.
Sorseggiando questo meraviglioso vino, è impossibile non viaggiare con la mente lungo i filari a spalliera che impreziosiscono le colline salentine: realizzato con uve Primitivo, il Tramari Salento IGP viene vinificato in acciaio e mantiene un colore rosa tenue, oltre a un profumo affascinante di macchia mediterranea.

I sentori di ciliegia, lampone, insieme a lavanda, menta e rosmarino, sono l’ideale per accompagnare antipasti di pesce, zuppe e brodetti, ricette leggere al cartoccio, formaggi freschi e poco stagionati.

Vini rosati francesi

Continuiamo questo percorso di enogastronomia con i rosati d’oltralpe, come il francese Ruinart Rosè, caratterizzato da un colore rosa granato con riflessi delicatamente aranciati.

Si tratta di un tipico vino rosato delle feste, ottenuto da un assemblaggio sapiente di uve Pinot Nero e Chardonnay, due vitigni che crescono nelle colline della Borgogna, mitigate da un clima temperato e dalla dolcezza del vento. In questi suoli calcarei si sviluppano le bacche che sprigionano i classici profumi del Ruinart; il corredo organolettico è voluttuoso, carezzevole, caratterizzato da frutti rossi, melograno, litchi e guava, su un sottofondo di noce moscata, menta piperita e fiori.

Un tripudio di profumi di bosco, miscelati ad arte con sensazioni tropicali: questo è il marchio di fabbrica di un rosato frizzante che si sposa a meraviglia con piatti di salmone, scampi e crudo di pesce, ma anche con il prosciutto crudo di Parma e con i risotti della tradizione italiana.

Sempre fra il magico incontro tra le uve Chardonnay e Pinot, nasce uno tra i vini rosati che può essere considerato un’autentica opera d’arte, il Krug Rosè: una vera perla dei vini francesi, realizzato con bacche pregiate che provengono dai vigneti che crescono nelle vecchie vigne del Grand Cru di Ay e nel terroir della Montagne de Reims.

In uno scenario da favola, in queste colline sospese tra cielo e terra, nasce questo vino rosato speciale, realizzato con un uvaggio altrettanto prezioso: uve Pinot noir vinificate in bianco, Chardonnay, Pinot Meunier e uve Pinot Noir vinificate in rosso sono gli ingredienti di una ricetta che si tramanda da secoli.

La lavorazione dei frutti e la maturazione in botti di rovere, oltre all’affinamento in bottiglia per oltre 6 anni, contribuiscono a regalare quel bouquet fruttato e leggermente speziato, con sentori di mora, marasca, ribes, mirtillo e lampone, su un sottofondo di agrumi e frutta secca.
Il Krug Rosè è l’ideale come accompagnamento ad aperitivi di crudo di pesce, molluschi e crostacei, pietanze esotiche e piatti in agrodolce.

berlucchi rosato

Vini rosati e cantine prestigiose italiane e internazionali

Fra i vini rosati prodotti in cantine italiane, il Berlucchi rosè è davvero un’eccellenza del nostro Stivale.

La cantina Berlucchi, in provincia di Brescia, produce Franciacorta di prestigio e vini di altissimo livello.
Il rosato è prodotto con un uvaggio composto da uve Chardonnay e Pinot nero, lavorate tramite una dolce spremitura dei grappoli e attraverso frazionamento dei mosti.

La macerazione brevissima sulle bucce, di appena alcune ore, dona al vino quella palette cromatica rosata particolarmente delicata.
Il Berlucchi rosè subisce la maturazione in botti di acciaio inox, una seconda fermentazione su lieviti indigeni e autoctoni per almeno 24 mesi, e un’ulteriore affinamento in bottiglia.
Dalla procedura si ottiene un extra dry perfetto per le feste e le cerimonie, dal corpo piacevole e dal profumo intenso di frutti di bosco. È l’ideale con antipasti di pesce, crostacei e molluschi, formaggi e salumi stagionati, dolci di pasticceria e creme acidule al cucchiaio di ribes, mora e lampone.

Un percorso di enogastronomia tra Nord e Sud

Dai vigneti siciliani e salentini, alla Francia, per poi ritornare in Italia in Trentino Alto Adige: il Ferrari Rosè è uno tra i vini rosati realizzati con Pinot nero e Chardonnay più diffusi, l’ideale con aperitivi e per accompagnare cerimonie e occasioni di festa.

Da una maturazione di ben 5 anni sui lieviti, si ottiene uno spumante color rosa antico, dal perlage fine e molto persistente, ideale a tutto pasto: fra le specialità, consiglio due ricette così ghiotte da leccarsi i baffi, la tipica cotoletta alla milanese e la focaccia con il lardo.

Da cosa si riconosce il Ferrari rosato Trento Doc?
Alla vista si presenta con un colore rame elegante e sofisticato, mentre al naso sprigiona note di biancospino, fragoline di bosco e ribes. Si tratta di un rosato fine, affascinante, l’ideale per aperitivi formali di crostacei e pesce crudo, grazie al suo gusto leggermente mandorlato e persistente.

Concludiamo la nostra kermesse di vini rosati con un Prosecco rosè, il vino tipico dalla bollicina effervescente, con un buon grip al palato: in genere, viene prodotto con uve Glera, sapientemente bilanciate da uve Pinot Nero.

Il Prosecco rosato si riconosce da un rosa madreperla brillante, con un bel perlage raffinato e persistente allo stesso tempo.

Avvicinando il calice al naso, si percepiscono sentori fruttati di mela, pesca dalla polpa bianca, fiori di pesco e frutti di bosco rossi.
Al palato, il Prosecco rosa risulta fresco e piacevole: a me piace in accompagnamento con la pizza al prosciutto e funghi, ma lo adoro con il sushi!
Fra un nigiri e un osomaki, tra crudo di tonno e di salmone, sicuramente anche voi sarete inebriati da quella bollicina rotonda e di carattere che rinnova il gusto a ogni sorso.

I vini rosati sono di piacevole beva, freschi e leggeri, più o meno profumati e aromatici a seconda della trama e della lavorazione: provateli tutti!