Il mondo del vino è ricco di meravigliose caratteristiche e particolarità che contribuiscono a renderlo sempre più affascinante.
Ogni vitigno porta in sè segreti e tecniche affinate negli anni, accompagnate da tanta passione. Proprio la passione è ciò che consente oggi l’esistenza di tradizioni antiche e di tesori inestimabili, come la vendemmia eroica.

I vigneti eroici portano un nome che sottolinea le caratteristiche tanto della pianta quanto dei viticoltori stessi. Le viti crescono infatti in zone difficili da raggiungere, su rocce o nei pressi del mare. Ciò lascia comprendere anche l’estrema attenzione che richiedono e le numerose cure. Tutta la fatica che ne deriva è però ricompensata con una quantità, seppur limitata, di vino eccellente.

Il CERVIM (Centro di Ricerca, Studi, Salvaguardia, Coordinamento e Valorizzazione per la vitucultura Montana) nasce con il preciso compito di promuovere e salvaguardare la vendemmia eroica. In particolar modo si assicura che vengano rispettati alcuni standard ben precisi quali la pendenza del terreno non deve mai essere inferiore al 30%. Questo lascia ben comprendere la difficoltà nella lavorazione del prodotto, soprattutto considerando l’impossibilità di usare mezzi meccanici. L’altitudine deve raggiungere almeno i 500 metri sopra il livello del mare, al fine di ottenere le necessarie condizioni climatiche considerate estreme.
La struttura della vigna necessita un’ organizzazione su terrazze e gradoni. Questo complica ulteriormente le tecniche di lavorazione, dato che l’uso di macchinari diventa veramente difficoltoso, quasi impossibile. La posizione è situata su piccole isole, caratterizzando ulteriormente il vitigno.

Il nome che questo vino porta è dunque certamente più che meritato, in onore anche al duro lavoro che i produttori compiono con passione, tra mille difficoltà in più di quelle già presenti nella gestione di un vitigno classico.

La vendemmia eroica è documentata dai primi anni cinquanta. In passato tale tipologia si distingueva dai vigneti ordinari per aspetti prettamente qualitativi e indicava in genere intere aree geografiche, come la Valtellina o le Cinqueterre.
Si limitava ad indicare una tecnica di coltivazione tipica di zone dai terreni impervi, ma non esisteva una caratterizzazione specifica.

Grazie all’intervento del CERVIM è stato possibile definire in maniera più chiara che cosa è un vigneto eroico e quali standard deve rispettare.

Con la legge n.238, pubblicata il 12 dicembre 2016 in Gazzetta Ufficiale ed entrata il vigore il 12 gennaio 2017, viene dedicato l’intero articolo 7 (Salvaguardia dei vigneti eroici o storici) proprio a questo argomento. Lo scopo è quello di tutelare e promuovere interventi dedicati a ripristino, salvaguardia e recupero di questi gioielli collocati in aree soggette a rischio di dissesto idrogeologico.
Questo è senza ombra di dubbio un grande riconoscimento del valore di tale prodotto e del duro lavoro di coloro che se ne occupano.

Il territorio italiano consente la vendemmia eroica su tutta la sua estensione. Da nord a sud è infatti possibile trovare produttori che hanno deciso di intraprendere questa faticosa ma soddisfacente strada. Le regioni maggiormente dedicate a tale coltivazione sono Valle d’Aosta, Lombardia, in particolare la Valtellina, Trentino, Liguria con grande attenzione alle Cinque Terre, Sicilia in particolare Pantelleria e le piccole isole, Toscana soprattutto isola d’Elba e isola del Giglio, Calabria dal mare fino a Sila e Pollino.

La Valle d’Aosta vanta le coltivazioni d’uva più alte d’Europa, in grado di affrontare le pendici del Monte Bianco.
I vigneti raggiungono anche i 1200 metri sopra il livello del mare e la loro esistenza è possibile solo grazie alla costruzione di terrazzamenti su pendenze altrimenti proibitive. A protezione di terreno e piante sono posti muri di pietra a secco che arrivano a 4 metri di altezza.
Sempre in Valle d’Aosta è possibile trovare vigne a piede franco dalle quali nascono vini indimenticabili.
Nell’Alta Valle è presente il Priè Blanc, più noto come Blanc de Morgex e de La Salle, mentre nella Valle Centrale regna il Petit Rouge, con uve moscato bianco, fino ad arrivare nella Bassa Valle con il Nebbiolo.

La Lombardia vanta la più estesa area di viticultura alpina in Italia, caratterizzata spesso dalla costruzione di muretti a secco a sostenere terrazzamenti raggiungibili solo a piedi. Talvolta la pendenza è tale da richiedere l’ausilio di un elicottero per trasportare le uve fino alla cantina.
Il Nebbiolo è certamente il prodotto principe, ma sono altrettanto di valore le Docg del Valtellina Superiore e dello Sforzato della Valtellina.

Il freddo del Trentino diventa un vantaggio per questi vitigni eroici, poiché impedisce un risveglio primaverile precoce e quindi il rischio di essere attaccati da funghi e insetti dannosi.
Nella Val di Cembra nasce il Müller-Thurgau, mentre la Valle dei Laghi vanta la presenza della Nosiola. Per quanto riguarda le uve a bacca rossa, il Trentino è la culla di Teroldego, Merlot, Shiava e Marzemino.

La Liguria conta circa 400 ettari di vigneto. A causa del sempre più frequente abbandono delle terre contivate, sono state ideate soluzioni come selezioni clonali dei principali vitigni e l’intruduzione di tecnologie per il trasporto dell’uva. Purtroppo il clima invernale, fortemente piovoso, mette a dura prova i muretti ed il terreno stesso, ma nonostante tutte queste difficoltà, esistono ancora dei temerari appassionati che lavorano per mantenere viva la produzione.
Sangiovese, Albarola, Vermentino e Sciacchetrà continueranno quindi ad esistere grazie all’amore e all’abnegazione di veri e propri eroi.

La Sicilia dona vitigni ricchi di particolarità e storia antica. Pantelleria custodisce viti ad alberello, definite patrimonio dell’Unesco. Vento e iodio regnano sovrani, rendendo necessaria una coltivazione molto bassa, scavata in una buca, a protezione dello Zibibbo, orgoglio dell’isola nel mondo.
L’Etna rappresenta un territorio con caratteristiche talmente variabili da poter essere suddiviso in tre zone. Le condizioni ambientali restano comunque particolarmente difficili e per questo motivo le bottiglie di qualità che si ricavano dall’attività vinicola del luogo acquistano grande valore. Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio e Carricante sono alcuni tra i principali vitigni del luogo.

La Toscana vanta una grande tradizione di vendemmia eroica. Dalle pendici del Candia Colli Apuani DOC, in provincia di Massa Carrara, si arriva al Vermentino Bianco, al Merlot e al Sangiovese.
Sull’isola del Giglio regna l’Ansonaco, ma molto più diffusa è la viticoltura della bellissima e suggestiva isola d’Elba. Qua si producono uve Trebbiano toscano, Ansonica, Vermentino e Sangiovese, ma la vera perla è l’uva aleatico, che segue una rigorosa selezione seguita da appassimento all’aria.

La Calabria vede la presenza di vitigni autoctoni di grandissimo pregio, come la Prunesta, il Nerello Calabrese, il Gaglioppo e la Malvasia Nera.
Da secoli in questo territorio viene praticata la vendemmia eroica, soprattutto sui terrazzamenti della Costa Viola.
Data la forte pendenza, questo vino è entrato a far parte del progetto Vini Estremi di Proposta Vini.

I vitigni eroici vedono un lavoro quasi esclusivamente manuale. Talvolta l’introduzione di una monorotaia può essere d’ausilio per il trasporto nel periodo della vendemmia.
Per citare Albert Eistein che disse:

C’è una forza motrice più forte del vapore, dell’elettricità e dell’energia atomica: la volontà.

Albert Einstein

Proprio volontà e passione sono le caratteristiche principali del lavoro nei vitigni eroici.
Uomini e donne rinunciano agli agi dei macchinari per occuparsi del raccolto a mano, non tanto per vezzo quanto per vera e propria necessità, considerata la ripidità del terreno.
Veri eroi del vino che ogni giorno combattono non solo la fatica, ma anche erosioni, smottamenti e frane. Uomo e natura collaborano e si scontrano per far nascere un prodotto superiore.

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha promosso nel 2018 il primo censimento di questi meravigliosi e particolari vigneti, che va a precedere un possibile riconoscimento anche in etichetta dei vini a partire dalle uve.

Il rilancio della vendemmia eroica consente una maggiore tutela del paesaggio e del territorio, contrastandone l’abbandono. Si tratta di sistemi produttivi a grande valenza ambientale, legati alla conservazione della biodiversità in contesti davvero difficoltosi. Per questo motivo chi si dedica a questa vita deve essere premiato e valorizzato.
Michele Zanardo, presidente del Comitato Nazionale Vini DOP e IGP, parla dell’obiettivo di arrivare ad una menzione ”vendemmia eroica” in etichetta. Questo necessita certamente di precise regole a tutela dei produttori e di tutti coloro che con fatica e sacrifici lavorano per continuare a mantenere viva questa pratica.

Il vino eroico racconta una storia di perseveranza, di capacità di usare le difficoltà a proprio vantaggio, di amore per la terra e soprattutto di tanta tenacia. Ogni singola bottiglia ha in sè la forza degli elementi del territorio da cui proviene e comunica la dignità del duro ed appassionato lavoro.
Sempre più persone scoprono questo vino, apprezzato in Italia ma anche all’estero. Ogni sorso è ricco di storia, d’impegno e di coraggio.

La ventottesima edizione del Mondial des Vins Extrêmes, concorso internazionale dedicato proprio ai vini eroici, organizzato dal CERVIM e tenutosi in Valle d’Aosta, ha portato in grande risalto la produzione italiana.
Durante le tre giornate che caratterizzano il concorso, la commissione internazionale ha assaggiato 425 vini eroici italiani dei 785 in totale, provenienti da 169 cantine delle 297 in gara.
L’Italia ha conquistato ben 3 Gran medaglie d’oro (Valle d’Aosta, Toscana, Molise) e 118 medaglie d’oro divise tra Valle d’Aosta, Toscana, Molise, Lombardia, Liguria, Alto Adige, Trentino, Sicilia, Campania, Veneto, Piemonte, Sardegna, Lazio ed Abruzzo.
La Valle d’Aosta ha vinto anche il Premio Eccellenza Cervim 2020, l’isola d’Elba ha portato la Toscana alla vittoria del Premio Cervim Piccole Isole 2020, mentre la Lombardia si è aggiudicata il Premio Donna Cervim 2020.

Questo meraviglioso risultato non può fare altro che confermare il grandissimo valore della vendemmia eroica nel nostro Paese e dell’importanza di mantenerla viva e florida, godendo il più possibile dei suoi prodotti.