Guida al vino beverino: pronta beva non significa semplice. Caratteristiche dei vini non impegnativi

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Vi siete mai chiesti cosa s’intende per vino beverino, detto anche di pronta beva? Ebbene, questo termine descrive la caratteristica di alcuni vini che appaiono freschi, piacevoli al gusto, senza tante pretese che si consumano da giovani. Difatti il vino di pronta beva non è adatto all’invecchiamento, nel momento in cui giunge alla maturazione è pronto per essere gustato. Sono solitamente i vini che hanno un tasso alcolico basso che essendo leggeri sono apprezzati da tutti, uomini e donne. Il vino fa parte della storia dell’uomo da sempre, lo troviamo in ogni testo antico partendo dalla bibbia sino ai giorni nostri. E chi si avvicina al mondo del vino ne resta sempre affascinato. Solo 40 anni fa si ricercavano sapori pastosi, corposi, con retrogusti vari e profumi particolari. Certamente il termine beverino per un vino non può essere accettato come un concetto assoluto in quanto i gusti e i palati sono diversi, risultato di retaggio storico, di cultura e luogo d’appartenenza dei degustatori.

Vino, storia e filosofia

Bisogna fare quindi una riflessione per capire cosa una persona cerca gustando un bicchiere di vino e quale momento della sua giornata vuole esaltare. Il vino è piacere, non dimentichiamo che gli antichi romani avevano un dio, Bacco, nel loro parterre di divinità che simboleggiava questo nettare che a sua volta era il corrispondente dal dio greco Dioniso legato al concetto dionisiaco ed edonistico di vivere la vita. Anche gli egizi utilizzavano il vino come mezzo per mettersi in contatto con le divinità. Quindi ebrezza, sensi, e desiderio di elevarsi in un altro piano, liberandosi dalle strutture sociali, sono concetti molto legati al vino in tutte le epoche. Il vino è presente anche in quelle culture che lo bandiscono, la sua assenza lo rende protagonista.

Vino: mode e tendenze

Negli anni ‘70 e ‘80 del secolo scorso, le case vinicole fecero il boom con le loro tecniche di produzione innovative e gli enologi dettavano le regole su qual era il vino di tendenza e il gusto migliore rispetto ad un altro. Oggi non è più così! Ai tempi non era concepibile ritenere importante un vino beverino, perché non era la bevibilità il fattore più importante. Si possono sicuramente considerare i tempi e le tendenze come qualcosa che abbraccia tutto, dalla moda al cibo passando per il vino. Cultura e alimentazione vanno sempre a braccetto.

La bevibililità è il must del momento

Oggi il vino deve essere bevibile, leggero e gustoso. Un buon vino beverino deve lasciare una buona sensazione, una fragranza piacevole che lasci un sentore di fresco, non pesante. Queste, potrebbero risultare generalizzanti come indicazioni, invece producono un effetto favorevole per alcuni vitigni che, seppur considerati minori, hanno un’importanza notevole nel territorio italiano. D’altronde, l’Italia dal punto di vista della produzione si trova in una posizione privilegiata, poiché ogni sua regione è produttrice di vini dai più pregiati a quelli di pronta beva. Nel nostro Paese sono presenti oltre 500 vitigni dei quali più di 100 sono autoctoni. Tra questi vi sono quelli più conosciuti e quelli meno. Comunque, anche i vitigni meno noti rendono lustro al mondo della viticultura e al mercato del vino, a livello italiano e internazionale. Accanto ai vitigni autoctoni sono presenti quelli alloctoni ossia vitigni legati a un territorio specifico e che non possono crescere in un altro. Di questi si sta aumentando la produzione, grazie alla richiesta del mercato a livello internazionale. Sicuramente, ciò è un punto a favore per la nostra Penisola che porta sul mercato prodotti che il mondo ci invidia e che tiene testa alla produzione francese, superandola anche più di una volta.

Vino beverino: gusto e leggerezza

Un vino beverino non sarà mai conservato per decenni in una cantina, anche se ci sono delle eccezioni. Si tratta di un vino giovane che va bevuto da giovane. Sono per lo più vini delicati, morbidi al palato e con delle gradazioni che non superano mai i 15°. Tra l’altro grazie a questi vini in estate si può finalmente assaporare un rosso “freddo”! Sì, avete letto bene, freddo da frigo, certamente non si può fare con tutti i vini e specie con quelli che hanno una gradazione sopra i 14°. È necessario specificare, però, che non andrà messo in frigo e dimenticato, perché il vino beverino deve essere leggermente freddo non freddissimo, quindi va messo al fresco circa mezz’ora prima di berlo e per gustarlo al meglio si deve servire quando la sua temperatura raggiunge una range tra gli 11° e i 14 °, salvo eccezioni.

Quanto sono importanti i tannini nel vino

Cosa rende un vino fresco e leggero? Può sembrare una domanda semplice ma la risposta è alquanto complessa. Sono i tannini a rendere un vino beverino. Questo perché i vini giovani sono poco strutturati data la bassa presenza dei tannini, pertanto è presente una forte nota acidula e risultano al palato delicati e setosi. I tannini quando sono presenti in grandi quantità, invece, conferiscono una ruvidezza al palato, dopo l’assaggio la lingua troverà ostacoli a scivolare in bocca. Il tannino è un composto che si trova nei vegetali legnosi e l’uva nera ne è piena, a differenza dell’uva bianca. Per dirlo in breve, i tannini si trovano nella buccia degli acini, nei raspi e nei semi. È durante la macerazione del mosto, composto da buccia e acini, che un vino diventa più tannico rispetto ad un altro, in base al tempo che impiega per questo processo. Dunque quando si dice che un vino è tannico, sicuramente non sarà mai un vino beverino.

vino beverino con sfondo vigneto

Vitigni di vino pronta beva di grande prestigio

Seppur non impegnativo un vino deve avere delle caratteristiche che risultino gustose, fresche e stimolanti al palato. Ovviamente le vigne svolgono un ruolo importantissimo per avere un prodotto così ben commercializzato, che riscontra l’apprezzamento dei consumatori. Quando si pensa a un vino beverino di pronta beva si potrebbe cadere in un tranello, pensando che possa essere di qualità troppo bassa, fatto chissà con quali uve provenienti da chissà quali paesi. Invece non è così. In Italia ci sono vitigni di gran prestigio che producono sia vini beverini che vini ben strutturati e predisposti all’invecchiamento. E per intenderci si tratta sia di vitigni autoctoni che internazionali. Tra i bianchi abbiamo il Verdicchio, la Vespaiola, lo Chardonnay, il Riesling italico, tra i neri troviamo il nero d’Avola, il Merlot, il Pinot Nero, il Syrah ed altri. Tutti questi vini sono considerati pregiati, chi più chi meno, ma tutti possono anche essere vini di pronta beva, dipende dalla lavorazione e dalla maturazione nelle botti.

Vini di nuova produzione

Ma al fianco di questi vitigni superiori troviamo anche quelli ritenuti inferiori ma che sono, invece, di tutto rispetto. Questi, negli ultimi decenni hanno portato i vini italiani ritenuti beverini a scalare le vette delle preferenze e si tratta di vitigni autoctoni. Tra i quali citiamo: Ciliegiolo, Passerina, Nerello, Morellino. Questa tipologia di vino induce a mangiare e a bere, perché il loro gusto dolce, fruttato o fiorito, fresco al palato non incontra ostacoli al sapore e la mente e il palato lo accetta di buon grado. Il vino di pronta beva si gusta giovane proprio perché non è adatto all’invecchiamento, entro due anni dall’imbottigliamento. Il gusto e la prerogativa del vino beverino sono, in ultima analisi, più moderni rispetto all’approccio dei vini della tradizione con il loro gusto e sapore che diventa pregiato con il tempo.

Ciliegiolo è un vino toscano, fresco e fruttato con sentori della ciliegia che si beve anche freddo. È arrivato in Italia nell’ ultimo trentennio dell’Ottocento, dalla Spagna. Pare da studi fatti che il Ciliegiolo e l’Aglianicone siano lo stesso vitigno quindi c’è una parentela con il Sangiovese per entrambi.

Passerina è un vino bianco beverino delle Marche, equilibrato e dal profumo di bouquet di fiori bianchi. Il vitigno autoctono rischiava di scomparire ma nell’ultimo decennio ha dato prova della sua forza sul mercato internazionale.

Nerello Mascalese è chiamato anche Pinot nero della Sicilia, il vitigno nasce e cresce ai piedi dell’Etna in una terra nera che di notte cede ancora il calore attingendo ai molti minerali dal terreno e questo contribuisce al sapore rotondo, fresco, fruttato e molto bevibile.

Morellino di Scansano è un vino toscano rosso fresco, gustoso e giovane che si fa bere piacevolmente accompagnando primi piatti e formaggi freschi.

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