La strada del vino della Valtellina è un connubio tra enogastronomia, cultura del fare, turismo lento e valorizzazione dei prodotti e dei luoghi della regione Lombardia. Ecco gli itinerari per un’esperienza di viaggio molto particolare e inusuale.

I comuni della strada del vino della Valtellina

I comuni che fanno parte dei 5 itinerari che portano a scoprire non solo le cantine, ma anche chi lavora con passione e desidera far conoscere la propria storia, sono diversi e altrettanti sono i luoghi da visitare.
La vasta zona interessata è quella dove si producono i vini DOC e DOCG, in particolare i rossi valtellinesi che si affiancano e si abbinano alla tradizione agroalimentare dei prodotti tipici.
Questi elementi della storia locale si accompagnano valorizzandosi a vicenda e facendo di questo territorio un esempio di circuito virtuoso dell’eccellenza vitivinicola italiana.

La coltivazione della vite è un fatto storico in Valtellina, caratterizzata da pittoreschi terrazzamenti che hanno permesso una produzione altrimenti impossibile tra le montagne.
L’uomo è riuscito a “strappare” un frutto prezioso per deliziare il palato e far conoscere il territorio molto più di quanto lo è mai stato finora.
Le viti crescono quindi tra siti storici e archeologici, castelli e antichi palazzi, chiese, santuari, ruderi fino a lambire i numerosi centri urbani che, da tutto questo ancora oggi attingono la loro linfa vitale del saper fare.

Le 5 zone in cui si è voluto suddividere il territorio dei vini d’eccellenza della Valtellina sono quelle con i riferimenti toponomastici storici tra cui: il Contado di Chiavenna con i suoi dintorni e le sue origini medioevali, come la zona di Morbegno chiamata Terziere di Sotto. A queste si aggiunge la zona di Sondrio con le vicinanze detta Terziere di Mezzo mentre quello di Sopra si riferisce alla zona geografica di Tirano e dintorni. Infine, c’è il Bormio con l’annesso circondario denominato Magnifica Terra.
E’ da questa mappa che si parte per visitare i vigneti con percorsi pensati sia per l’auto che per andare in bicicletta o a piedi. Ogni itinerario scelto corrisponde a una zona precisa di produzione, in particolare del Nebbiolo, ma anche del Maroggia, che fa riferimento a Berbenno, o a Sondrio con il Grumello, fino alla zona più angusta da visitare che però offre un vino come l’Inferno, tra Chiuro e Poggirenti. Più avanti si possono percorrere gli itinerari denominati del Valgella e quindi quello di Baruffini, nei pressi di Tirano.

Il vino, per la Valtellina, ha da sempre rappresentato un’ importante risorsa in quanto volano dell’economia locale, fino a diventare un’eccellenza ricercata in tutto il mondo.
Le coltivazioni hanno anche portato a valorizzare il territorio in senso estetico, in quanto i paesaggi che si sono creati denotano laboriosità, cura della propria terra e impegno che non viene mai meno verso il prodotto.

Cantine e strutture ricettive sulla strada del vino della Valtellina

La strada del vino della Valtellina, come accennato, è sinonimo di turismo e, in particolare, quello che permette di godere delle bellezze del territorio in modalità che esulano dal turismo di massa o dalle mete consuete.
Le cantine si sono attrezzate con zone per la ricettività turistica sotto forma di hospice, bad and breakfast ,ma anche hotel abbinando le proposte degli itinerari con guide turistiche esperte del settore, oltre che del territorio.
Conoscere la strada del vino della Valtellina potrebbe anche significare scoprire il vino attraverso i luoghi e viceversa.
Un filo doppio che si congiunge nell’abbinamento ai prodotti tipici del luogo: dai salumi come la bresaola Igp al miele, alle castagne, fino al Valtellina Casera DOP e ancora frutti di bosco, amari e grappe, per passare ai piatti tipici della cucina locale. Un buon bicchiere di vino non può che esaltare il sapore dei pizzoccheri alla Valtellinese, della polenta Taragna o della torta di grano saraceno.

Ogni cantina visitata è un incontro dove protagonista diventa l’ascolto di chi ha creato il prodotto e sa come nasce il proprio vino.
La trasmissione di esperienze e sapere è una componente indispensabile per stabilire il rapporto diretto tra i visitatori e i produttori del vino, che in molti casi sono sempre più attenti alla sostenibilità e all’impatto con il territorio.
Le nuove cantine si sono adeguate a una produzione biologica mentre molte di quelle che hanno una storia familiare alle spalle hanno scelto le energie rinnovabili.
La tradizione si affianca al progresso, all’innovazione e all’emancipazione di un nuovo modo di lavorare e produrre il meglio rispettando la natura.
Tutto porta a vivere una wine experience di cui fanno parte oltre ai sapori, anche le emozioni, il piacere della vista del paesaggio con i filari delle viti protagonisti con i panorami, i profumi, i suoni della natura circostante, le voci e gli incontri. Accade quando ci si arricchisce di nuove conoscenze, che hanno la stessa corposità dei vini prodotti.

Itinerari della strada del vino in Valtellina

Ci sono diversi percorsi che si possono intraprendere sulla Strada dei vini in Valtellina e tra questi vi suggeriamo quello a piedi, tra i castelli in provincia di Sondrio, più precisamente tra le vigne del Grumello e dell’Inferno.
Si tratta di un itinerario da intraprendere soprattutto nella stagione di mezzo, quindi in primavera e autunno.
L’auto può essere lasciata al parcheggio di Montagna al piano per ammirare fin da subito una valle al cui fondo si trova un ruscello. La denominazione “Inferno” non deve intimorire, perché è molto probabile si riferisca a una certa asperità del terreno. Si può fare il percorso in senso orario, partendo da Risc Sassina, dove c’è un borgo di case e stradine in pietra per arrivare su una via panoramica che discende verso numerose curve attorniate da terrazzamenti.
Nel caso in cui si voglia percorrere in senso antiorario vi troverete subito le curve in salita dell’Inferno con gli stessi vigneti a terrazze, quindi incontrerete uno dei castelli per poi discendere lungo una strada sterrata prima di incontrare un’imponente chiesa.
I castelli e la chiesa sono i punti di interesse storico e architettonico di questo percorso. Si tratta, infatti, di Castel Grumello e della chiesa di S. Antonio Abate che risale al ‘600. Un’altra piccola chiesa lungo il percorso è quella dedicata a San Rocco che risale intorno al 1100, mentre la più grande Chiesa di San Giorgio è del ‘400.
Il colpo d’occhio sui vigneti è quello di un costone di montagna letteralmente ricoperto dalle coltivazioni che arrivano a lambire i centri abitati a valle.

Un altro percorso consigliato è quello del Sassella in bicicletta, che dalla città di Sondrio porta ad attraversare i 3 pittoreschi borghi antichi in successione: Sant’Anna, quindi Triangia e infine Triasso. Gli abitanti si stabilirono qui in altura per salvarsi dalle esondazioni del Mallero e dell’Adda.
Il nucleo abitativo si presenta ancora oggi con piccole case in pietra e legno, tipicamente contadine, con i punti di riferimento nelle piccole chiese, le fontane usate anche come lavatoi o per dissetare gli armenti e che sono rimaste insieme agli esempi di arte sacra della devozione popolare.
Il percorso dura circa 3 ore e copre una distanza di 20 km tra strade comunali asfaltate e qualche salita.
Il vino SassellaValtellina Superiore DOCG prende il nome da questi luoghi, in particolare dal suggestivo e omonimo santuario qui arroccato e dedicato alla Madonna.
La strada del vino della Valtellina porta ,dunque, lontano dalla frenesia della vita moderna per avvicinare il turismo a una dimensione comunitaria, dove il tempo sembra essersi fermato a un passato scandito dai ritmi delle stagioni. Le stesse stagioni che i produttori rispettano per ottenere i vini d’eccellenza di questa zona, caratterizzata da un buon soleggiamento, dal terreno aspro ma che sa ripagare chi lo lavora con tanta cura.

Le cantine sono pronte ad accogliere i visitatori per le degustazioni e per vivere un tratto di vita insieme a loro, conoscendo la storia, il lavoro e la fatica dietro a ogni bottiglia di vino prodotta.
Proprio i numeri legati alla Strada del vino della Valtellina mostrano quanto la forza di un gruppo riesce ad arrivare a risultati lusinghieri: più di 200 aziende vitivinicole e agrituristiche che gestiscono oltre 2000 vitigni per ottenere più di 100 milioni di bottiglie da stappare ogni anno.

Dormire tra i vitigni della Valtellina

Un’esperienza di viaggio deve essere unica per rimanere nella memoria. Quella della Strada del vino della Valtellina certamente lo è se si tratta di dormine tra i vigneti, scoprire il relax che offrono gli agriturismi, gustare i piatti preparati con ingredienti genuini e cotti come si faceva una volta.
Il punto di forza è rappresentato dalle modalità di accoglienza delle cantine, dei ristoranti, delle strutture ricettive che ruotano intorno a questo circuito virtuoso ispirato dal vino.
Prima di ripartire è d’obbligo fare scorta dei prodotti che hanno deliziato il palato per ripetere l’esperienza, trasmetterla e renderne partecipe anche chi vorrà accompagnarvi quando tornerete ad ammirare gli stessi panorami.