Gli assaggi del prosecco rosè. Le bollicine tra le più vendute si tingono di rosa.

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Il prosecco è una delle tipologie di vino maggiormente amate sia dagli intenditori sia da coloro che si definiscono amatori occasionali.

La denominazione di Prosecco DOC è stata modificata soltanto recentemente: nel 2020, infatti, il Comitato Nazionale Vini del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha provveduto ad una sostanziale modifica nel disciplinare di produzione del Prosecco DOC, aggiungendo anche il meno noto ‘Prosecco Rosé’.

Questa novità ha rallegrato numerosi consumatori poiché, a quanto informano le statistiche sui mercati globali, la richiesta di rosé negli ultimi 5 anni è aumentata in maniera abbastanza crescente: solo nel commercio statunitense, poi, la richiesta si è alzata del 300% rispetto all’anno 2016. La produzione e il consumo di questo noto vino sono cresciute anche in Provenza, il luogo originario della nascita di questo prodotto, madre delle prime cantine che danno vita al Rosato da tempo ormai abbastanza consolidato: basti pensare alla famigerata cantina provenzale Château d’Esclans, che è stata acquistata per il 55% perfino dalla casa di moda extra lusso Luis Vuitton.

Ma parliamo per ora del tradizionale prosecco: da dove ha avuto origine, e quali sono le zone a maggiore produzione di questo famoso vino?
Da italiani possiamo essere orgogliosi della produzione nostrana di Prosecco, associata da sempre alle regioni di Veneto e Friuli Venezia Giulia. In particolare, la terra veneta si arroga – a completa ragione – il predominio e la paternità dei vitigni del Prosecco, situati in una zona particolare e unica detta ‘le Valli del Prosecco’, nelle province di Belluno, Padova, Treviso, Venezia, Vicenza.

Alcune province in FVG sono altresì note nella produzione del famoso vino: Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine. In Italia, sommando queste aree di produzione, possiamo contare sulla più estesa area di vinificazione del Prosecco esistente al Mondo: non a caso, proprio nel 2010 si decise per l’estensione della zona di produzione del Prosecco DOC al di fuori del solo Veneto; questa decisione da un lato incrementò notevolmente il predominio tutto italiano della produzione DOC, dall’altro introdusse molti dubbi e perplessità di natura tradizionalista.

Molti, soprattutto gli accesi sostenitori del rigore tradizionale, non furono contenti della suddetta estensione geografica delle ‘Aree del Prosecco‘. Un po’ quello che è successo poco più di un anno fa, per quanto riguarda la produzione del Rosé: una novità importante, con risvolti sia apprezzati che negati.

Ma cosa significa Prosecco Rosé? Quali sono le caratteristiche notevoli del prodotto?

Per rispettare la DOC di Prosecco Rosé, il vitigno che deve essere obbligatoriamente utilizzato è Glera per il 85-90% e Pinot Nero per il restante 15-10%. Inoltre, come raccomandato dal Comitato Nazionale Vini, bisognerà sempre riportare sull’etichetta la denominazione Millesimato insieme all’anno di produzione.

Anche questa decisione di includere il Rosé nella DOC di Prosecco è stata ampiamente discussa, come prevedibile: gli schieramenti, anche in questo caso, sono stati principalmente due. Da un lato i sostenitori della tradizione bianca del Prosecco hanno disapprovato l’utilizzo della percentuale di Pinot Nero sia per la sua scarsa capacità di abbinarsi al Glera, sia per l’incoerenza di fondo: sarebbe stato meglio, a loro detta, utilizzare per lo meno una tipologia di vino del territorio come, per esempio, il raboso.

D’altro canto, invece, i sostenitori della modificazione progressiva del vino e delle sue denominazioni hanno apprezzato con entusiasmo la creatività della mescolanza tra i due vini, sostenendo inoltre l’importanza di adeguarsi alle richieste di mercato per promuovere la crescita della produttività in Italia.

Prosecco e Prosecco Rosé: come si producono?

Il famoso vino Prosecco (partiamo dalle basi) è spesso confuso con la varietà delle ‘bollicine’: lo spumante. Ma che differenza c’è tra i due? E perché è importante?
Forse i più esperti già lo sanno: il Prosecco è semplicemente un figlio dello Spumante. Quest’ultimo, infatti, viene prodotto tramite due differenti metodi: Champenoise, o metodo classico, consiste nell’assemblaggio delle uve di chardonnay, pinot bianco, pinot nero con l’aggiunta di liquer de tirage, ovvero una miscela formata da zucchero, lieviti e sostanze minerali. Il tutto viene poi fermentato nuovamente in bottiglia. Il metodo Charmat o Martinotti, consiste nella rifermentazione di uve prodotte da Glera o Moscato in autoclave.

Il nostro Prosecco, e dunque anche la varietà Rosé, è prodotto per l’appunto dalla seconda tipologia di fermentazione: il metodo Martinotti.

Le caratteristiche del Prosecco Rosé

Passiamo ora a definire accuratamente le caratteristiche del nostro specifico DOC Prosecco Rosé, che citeremo direttamente dal suo Disciplinare di Produzione:

  • Composizione vino Glera 85-90%, Pinot nero 10-15%
  • Acidità 4,5 g/l
  • Alcool 11% vol.
  • Effervescenza Bollicine Bollicine fini, Bollicine persistenti
  • Estratto 14,0 g/l

Per quanto riguarda le caratteristiche organolettiche, il Prosecco Rosé DOC presenta un aspetto visivo piacevole, dalle gradazioni tenui del rosa; le bollicine che compongono questo vino spumante sono solitamente piccole e fini, persistenti nel tempo; al gusto risulta sicuramente fresco e fruttato ma anche estremamente secco. Dal punto di vista olfattivo presenta note caratteristiche e fini.

prosecco rosè che viene versato nei calici

Le tipologie sul mercato di Prosecco Rosé DOC

A questo punto, dopo aver familiarizzato con la denominazione di origine controllata Prosecco Rosé, possiamo passare ad una trattazione accurata di tre principali tipologie di bottiglie di Prosecco Rosé DOC.

Prosecco DOC Rosè Extra Dry della cantina Antonio Introvigne. Il prodotto possiede una composizione di 90% uve Glera e 10% Pinot Nero. All’aspetto il colore è rosa cipria tendente al rosso chiaro, con perlage fine ma anche persistente; all’olfatto presenta note piacevolmente floreali, fruttate e tendenzialmente delicate. Gli aromi che ricorda sono un profumo di violette, con certe note di frutti rossi (lamponi, ribes, uva fragola) e una nota di fiore di trifoglio. Al gusto, questo piacevolissimo Rosé ricorda le fragoline di bosco e i fiori d’arancio, è abbastanza dolce e fruttato ma anche persistente nel tono. Perfetto per gli abbinamenti con piatti complessi e freschi, è l’ideale con i dolci d’estate e gli antipasti di pesce.

Prosecco Rosé Millesimato Extra Dry della Val d’Oca, una produzione davvero speciale della tipologia di Prosecco, che va citata anche solo per via dei riconoscimenti ottenuti a livello internazionale: medaglia d’oro GILBERT & GAILLARD 2020 e alla MOSTRA NAZIONALE VINI PROMAGGIORE 2021. Il Prosecco si presenta sempre con un aspetto visivo molto tenue, il rosa ha un perlage persistente e fine.

Le note olfattive ricordano i piccoli frutti rossi e i fiori d’arancio, mentre al gusto è sapientemente mescolato il sapore d’acidità alla persistente dolcezza delle note fruttate e secche. Nel complesso è un vino molto delicato e sofisticato, adatto soprattutto alle degustazioni in onore di un evento speciale. La cantina della Val D’Oca è collocata in Veneto, e questo particolare prosecco presenta Gradazione alcolica 11,5% vol
e 14 g/l di zuccheri totali.

Prosecco Rosé DOC Spumante Bio Vegan. Vale la pena menzionare anche questo prodotto magistrale della cantina 47 Anno Domini, che si aggiudica numerosi premi sia nazionali che non, ricevendo una medaglia di bronzo all’International Wine Challenge 2021 e al Premio Luca Maroni. Il prodotto è nato da vitigni DOC veneti e presenta un colore rosa tenue e brillante, condito dalla persistente presenza di bollicine e spuma in superficie. Le note olfattive di fiori e frutti rossi trovano corrispondenza precisa nel gusto del vino, che risulta piacevolmente leggero, fresco e persistente.

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