Comprare vino al supermercato e bere bene, si può. Suggerimenti per evitare vini scadenti

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Il vino è da sempre uno dei prodotti enogastronomici più importanti del nostro Paese; l’Italia, infatti, è al primo posto tra i maggiori produttori di vino in una classifica mondiale. Ogni regione italiana ha i suoi vini tipici ricchi di storia e ricavati da diversi vitigni. Un buon vino è adatto ad ogni circostanza, come una cena in famiglia, un evento da festeggiare o una serata tra amici.

Si è soliti pensare che per degustare un vino di qualità è necessario spendere tanto; in realtà, però, non serve comprare una bottiglia di vino particolarmente costosa, magari direttamente in cantina. Basterà avere delle conoscenze e prestare attenzione ad alcune caratteristiche e un buon vino si potrà trovare anche al supermercato. Ed è proprio di ciò che si parlerà in questo articolo, ovvero di come scegliere il vino al supermercato evitando di ‘’inciampare’’ in uno scadente.

Come scegliere un buon vino al supermercato in base al prezzo

Uno dei fattori da considerare quando si compra una bottiglia di vino al supermercato è sicuramente il prezzo. E’ chiaro che in questo caso l’obbiettivo è risparmiare, altrimenti si andrebbe in un’enoteca, ma bisogna fare attenzione se si desidera un buon vino. Non potete aspettarvi che un vino di qualità sia venduto a 3 euro. E’ necessario pensare con logica e capire che dietro alla produzione di un buon vino ci sono dei costi e dei procedimenti che richiedono parecchio tempo. Il prezzo del prodotto finale che viene acquistato dal cliente è basato sulle spese del produttore per i macchinari e la cantina, per raccolto delle uve, quindi anche per la manodopera, per l’imbottigliamento, l’etichetta, l’IVA, il trasporto e molto altro. Quindi è fondamentale evitare vini troppo economici anche al supermercato.

Sono da preferire vini almeno sopra ai 5 euro, proprio per andare al limite di spesa. Ma in questo caso è necessario fare molta attenzione. Riguardo ai vini rossi non bisogna farsi incantare da nomi pregiati con un budget di spesa del genere, perché per tutti i fattori che sono stati citati in precedenza sarebbe impossibile ottenere un vino di qualità. Si può optare, quindi, per tipologie di vini rossi basici.

Per i bianchi, già c’è un po’ più di libertà, ma è bene arrivare ad una spesa di almeno 7 euro per optare per vini un po’ più conosciuti.
Più il budget sale, più la qualità del vino aumenterà. E’ chiaro che un soggetto che intende spendere 20 o 30 euro per un vino potrebbe andare in cantina, ma la quantità di persone che si rivolgono ad un supermercato è molto più frequente di quanto si possa pensare. Ciò accade soprattutto per una questione di comodità, per il fatto che al supermercato c’è un’immediata disponibilità di ciò che si potrebbe cercare.

La scelta in cantina, invece, potrebbe risultare più impegnativa e quando si organizza una cena all’ultimo momento non si ha il tempo necessario per cercare e valutare diverse scelte. Dai 15 ai 20 euro la scelta di vini di qualità che si possono acquistare al supermercato aumenta ampiamente sia per i vini rossi che per quelli bianchi. In ogni caso, bisognerà fare sempre attenzione con riserve e DOCG molto conosciuti. Per una via di mezzo si potrebbe optare per un vino dai 10 ai 14 euro, preferibilmente per l’acquisto di un vino bianco giovane.

Guardare sempre bene l’etichetta prima dell’acquisto di un vino al supermercato

L’etichetta deve essere sempre chiara, quindi presentare sulla parte anteriore della bottiglia il nome del vino, il luogo del produttore, l’annata ed, eventualmente, la denominazione protetta nel caso in cui si tratti di un vino DOC, DOCG o IGT. Sul retro della bottiglia sarà presente il luogo di produzione e di imbottigliamento. E’ vero che i vini certificati sono indice di qualità, ma come è stato spiegato precedentemente, il prezzo di un DOCG, per esempio, non deve essere troppo basso.

Un particolare a cui prestare molta attenzione è che la produzione e l’imbottigliamento siano stati fatti da un’unica azienda, dato che spesso accade che un vino sia stato trattato da più persone e questo potrebbe portare ad un prodotto finale scadente. Per essere sicuri, quindi, basterà vedere se sull’etichetta sia presente la dicitura ‘’Prodotto e imbottigliato da’’, ‘’Imbottigliato all’origine da’’ oppure ‘’Integralmente prodotto da’’. Tali diciture indicheranno che coltivazione, vinificazione e imbottigliamento siano stati eseguiti da un solo produttore.

Conservazione e vino al supermercato: come avviene

Continuiamo con il fattore più importante di un vino di qualità: la conservazione. Il detto e l’esperienza dicono che ‘’un vino invecchiato è più buono’’. E’ vero, ma il vino in questione, per essere buono deve essere conservato nel modo corretto. Innanzitutto, le bottiglie di vino devono essere posizionate in scaffali su ripiani di legno in posizione orizzontale per non perdere l’umidità e all’interno di una stanza fresca con una temperatura costante, ovvero tra i 12 e i 14°C e un’umidità del 70%.

Per quanto riguarda il legno, invece, viene utilizzato perché è un materiale che assorbe meglio agenti esterni come le vibrazioni derivate da odori forti o rumori. Inoltre, non devono essere presenti luci artificiali o del sole, perché potrebbero alterare le componenti del vino, il suo sapore e la qualità complessiva.
In base a ciò, ci si chiede inevitabilmente come sia possibile che si possa trovare un vino di qualità in un ambiente come il supermercato, dove la luce artificiale è sempre presente.

C’è da spezzare, a tal proposito, una lancia a favore dei supermercati per quanto riguarda la conservazione dei vini. Non sempre GDO significa conservazione scadente, dato che molti dei vini maturi che trovate al supermercato e che non acquistate per timore che siano alterati, non invecchiano direttamente nei magazzini. Infatti, soprattutto per quanto riguarda i vini più pregiati, essi vengono conservati e fatti maturare nelle enoteche dei distributori e il supermercato ordina ogni volta poche quantità di prodotto. Una volta venduta tale quantità ne vengono ordinati altri. Inoltre, le bottiglie di vino che troviamo al supermercato non sono le stesse rimaste lì per anni; è chiaro che se una quantità di vini rimane sullo scaffale per molto tempo, quest’ultima sarà poi tolta per dare spazio a bottiglie nuove.
Ogni vino presente al supermercato è controllato e certificato. In base alle vendite effettive si riesce a regolare il ”flusso” di una determinata varietà di vini e in casso ridurre gli ordini.

In ogni caso, è sempre meglio prediligere vini più giovani quando si acquista un vino al supermercato, dato che non si può essere mai sicuri al 100% che tutto sia stato svolto nel pieno rispetto del prodotto e del consumatore. In linea generale, i vini rossi giovani dovrebbero essere consumati entro 6 mesi dal raccolto dell’uva per apprezzare maggiormente le sue caratteristiche e il senso di freschezza, mentre per quanto riguarda i vini rossi più corposi e strutturati, possono arrivare ad una maturazione anche di 30 anni. Ovviamente, dipenderà tutto dalla tipologia di vino e non bisogna dimenticare di fare attenzione quando si tratta di vino del supermercato, dati i fattori di rischio che potrebbero causare un’alterazione del prodotto.

Se volete acquistare un vino bianco dovete sapere che devono essere consumati in tempi molto più brevi; sono quindi da preferire vini bianchi giovani, i quali possono essere consumati entro un massimo di 2 anni. I vini bianchi strutturati, invece, possono essere lasciati maturare per un massimo di 4 anni dal raccolto delle uve ma questo dipende sempre dalla tipologia di vino prodotto.

vino al supermercato sistemato in scafali

Trasporto del vino: un fattore di rischio

Un altro fattore che potrebbe causare danni o alterazioni al vino è il trasporto fino al suo arrivo al supermercato. Purché il vino sia conservato al meglio, le bottiglie devono essere accuratamente imballate e disposte in contenitori con una temperatura ideale.
Purtroppo, anche in questo caso, non si può essere totalmente certi che il vino non abbia subito movimenti bruschi o sbalzi di temperatura durante la fase di trasporto, finchè non arriva nelle nostre tavole.

Vino effettivamente di qualità al supermercato? Come capire se hai fatto la scelta giusta in base al colore

Lasciando quindi da parte i pregiudizi, potete capire se un vino è effettivamente di qualità anche –e soprattutto- nel momento della degustazione, prestando attenzione ad alcune caratteristiche precise. Innanzitutto, una volta versato il vino nel calice, bisognerà procedere mettendolo in controluce; il vino dovrà essere liscio ed omogeneo. Se, invece, sono presenti strani filamenti o particelle al suo interno potrebbe significare che il vino si è deteriorato.

Si prosegue, poi, verificando il colore che potrà aiutarci a capire se è un vino giovane o già maturo successivamente verrà valutata la consistenza del vino, semplicemente facendo roteare quest’ultimo nel calice. Per essere considerato di qualità, un vino deve avere un movimento oleoso.

Nei vini rossi questa operazione sarà più semplice. La colorazione può variare da un rosso violaceo, presente nei vini novelli, un rosso porpora tipico dei vini giovani, il rosso rubino, colore che indica maggiormente un vino che potrà ancora invecchiare ed infine il rosso granato, colore che indica un vino che ha raggiunto il suo stato evolutivo di maturità.

Sono da evitare assolutamente vini aranciati perché questo colore indica un eccesso maturazione, che soprattutto in un vino comprato al supermercato non deve essere presente.

Anche nei vini bianchi si può fare una distinzione tra vino giovane e maturo in base al colore, ma si tratta di un’operazione leggermente più complessa. In generale, i vini giovani hanno colori come il giallo verdolino o giallo paglierino, mentre quelli più evoluti presentano un colore giallo dorato.

Una volta acquistato il vino al supermercato, bisogna assicurarsi che non abbia un colore ambrato, dato che indicherebbe un vino molto maturo, che quindi potrebbe essere rimasto sullo scaffale per molto tempo ed essere stato alterato da agenti esterni, oppure un’eccessiva ossidazione.

Verificare la qualità del vino comprato al supermercato in base all’odore

Anche dall’odore del vino e del tappo della bottiglia si può capire se un vino è scadente. Durante l’apertura un buon vino dovrebbe rilasciare da subito solo l’odore del vino stesso, presente anche sul tappo se è di sughero. Un vino scadente, invece, potrebbe rilasciare odore di muffa causato da batteri che attaccano il legno, odore di formaggio, zolfo, ammoniaca o di stalla. Inoltre, un vino è scadente anche quando è inodore.

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