Salute: vino e diabete. Come l’alcol influisce sui livelli glicemici

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Si parla sempre delle controversie riguardanti l’assunzione di vino e alcolici, con particolare riferimento alle patologie che interessano la glicemia, e all’interazione tra vino e diabete. Spesso si ricorre a delle pericolose generalizzazioni, nel tentativo di rispondere alla domanda se il consumo di alcolici sia permesso nel caso di alcune condizioni patologiche specifiche.

Rispondere in assoluto a questa domanda, infatti, è letteralmente impossibile, nonché sconsigliato: si rischia di cadere nella banalità, nelle false credenze, il tutto con poco rigore scientifico. Tutto dipende infatti dal tipo di patologia, ma vedremo che, nel caso dell’interazione tra vino e diabete, lo stesso non vale per il nostro prodotto da tavola.

Come già approfondita la correlazione tra il vino e colesterolo, in questo articolo concentreremo energie e competenze sulla principale preoccupazione dei pazienti ad alterato metabolismo glucidico: esiste una correlazione tra consumo di vino e diabete? Se sì, quali sono i consigli di consumo per i pazienti diabetici? È possibile fare uso di vino e derivati? Niente paura: risponderemo in breve a tutte queste domande.

Il vino: un prodotto antico e chiacchierato

Cominciamo dalle basi. Cos’è il vino, come viene ottenuto, e perché è così famoso? Probabilmente, il vino è la bevanda alcolica più storicamente nominata e dal background più anticamente radicato nelle fila della nostra memoria. Si parla di vino nei poemi omerici, in cui la famosa bevanda veniva paragonata al nettare degli Dei, e spesso veniva abbondantemente allungato con acqua (si parla di dieci misure di acqua per ciascuna misura di vino!).

Nella tradizione culinaria italiana viene impiegato da sempre, anche solo come accompagnamento durante il pasto o come sfumatura per sofisticati arrosti e piatti di carne. Ma, dall’altro lato della medaglia, anche il vino è uno dei prodotti alcolici che suscitano più controversie in ambito medico: è possibile consumarlo sempre? Fa male, e se sì, quanto e quando?

Le linee guida per l’assunzione del vino

Secondo i Livelli di Assunzione Raccomandata dei Nutrienti (LARN), a prescindere dalle interazioni tra vino e diabete, consigliano di assumere massimo 5-6 bicchieri di vino a settimana (corrispondenti appunto a 1,5 misure sulle 14 settimanali consigliate). Un bicchiere equivale a circa 125 ml di vino, e una dose standard non andrebbe ecceduta a meno che in occasioni particolari.

Ma, a parte le raccomandazioni governative sulla sicurezza degli alcolici e l’ovvio rischio di dipendenze (drammatico soprattutto sulla popolazione giovanile), in questo particolare contesto dobbiamo chiederci: l’uso di vino è sconsigliato in alcune condizioni particolari, osa succede nel caso del vino e glicemia? La risposta è, purtroppo, spiacevole.

Il consumo di vino andrebbe limitato nei casi di diabete, danni epatici, stato di gravidanza e allattamento, minori di 18 anni e guidatori (questo, più generalmente, per tutti gli alcolici). Ma quindi esiste una correlazione tra vino e diabete? Gli scienziati sembrano ormai concordi nell’affermare una certa relazione tra vino e diabete, ma ora vedremo insieme il perché.

vino e diabete rappresentato con calice a tagliare di salumi

Vino e Diabete: un controverso binomio

Il diabete è una condizione patologica di metabolismo insulinico alterato. In particolare, esistono due forme di diabete: quello di tipo 1 consiste nella difficoltà del pancreas a produrre l’insulina, mentre quello di tipo 2 è causato dall’inefficiente captazione dell’ormone nella periferia e da una generica insulino-resistenza.

Il diabete di tipo 1, dunque, prevede come cura le iniezioni di insulina per innalzarne i livelli ematici e favorire l’abbassamento della glicemia. Nel diabete di tipo 2, invece, potrebbe esserci anche una paradossale presenza dell’insulina, che però non viene captata correttamente dall’organismo. Il diabete di tipo 1, poi, a dispetto delle apparenze, molto spesso ad una iniziale condizione di ipersecrezione di insulina, con conseguente abbassamento dei livelli ematici di glucosio, e rispettivo coma ipoglicemico.

È ormai accertato infatti che, nonostante il diabete mellito provochi una condizione pressoché generalizzabile di iperglicemia (con causante ipo presenza di insulina nel sangue), le peggiori complicanze del diabete (gli stati comatosi) possono essere dovute sia ad un’ipoglicemia, che ad una iperglicemia, che ad un accumulo di corpi chetonici nel sangue.

Ma cosa c’entra tutto ciò con l’alcool? Nei casi di diabete di tipo 2 la presenza eccessiva dell’insulina non riconosciuta è la conseguenza più grave e può provocare una mancanza di lipolisi, con conseguente aumento dei depositi di grasso nei tessuti adiposi: è per questo che spesso si assiste a pazienti affetti da varie forme di obesità.

Inoltre, altre conseguenze dell’iperinsulinemia sono correlate sono l’ossidazione delle lipoproteine – importanti per le funzioni metaboliche e di membrana, nonché mancanza di effettivo trasporto del colesterolo ‘buono’. Questi sintomi, presi insieme, possono essere solo peggiorati dall’assunzione di qualunque tipo di alcool, anche di vino: infatti, una delle conseguenze dell’alcool è l’aumento della risposta insulinica.

Molti studi al riguardo sono stati portati avanti negli anni. In alcuni di essi viene dimostrato che la diretta assunzione di etanolo (non specificamente vino) può provocare una immediata risposta insulinica nel paziente, causa dell’inasprirsi dei sintomi del diabete di tipo 2 descritti sopra.

Ma per quanto riguarda il diabete di tipo 1 siamo al sicuro? Certamente no. Sembra infatti che la somministrazione di alcol etilico determini una serie di reazioni epatiche che spingono il fegato alla produzione di glucosio nel sangue. Come sappiamo, l’aumento del glucosio aumenta anche la risposta insulinica. In contemporanea, l’alcol inibisce anche il cortisolo: un ormone importante per regolare la glicemia e alzarne i livelli nel sangue.

Così, se da un lato l’alcol favorirebbe l’innalzamento della riposta insulinica danneggiando ulteriormente i diabetici di tipo 1; dall’altro lato, l’inibizione dell’adrenalina e altri ormoni iperglicemizzanti porterebbe ad un grave pericolo di coma ipoglicemico, nel caso di eccesso di insulina e dunque carenza di glucosio. Ma la connessione generalizzata più pericolosa tra diabete e vino viene a trovarsi nei casi di coma dovuto ad iperacidosi, ovvero l’accumulo dei corpi chetonici nel sangue, un meccanismo insulino indipendente che interessa tutti i pazienti diabetici.

Questo accumulo viene sempre favorito dal consumo eccessivo di alcool: dunque, tutte le conseguenze dell’alcool nel corpo possono ledere significativamente i pazienti affetti sia da diabete di tipo 1 che di tipo 2.

Considerazioni tra alcolici e diabete

La correlazione tra vino e diabete quindi esiste, poiché inevitabilmente l’alcool altera i metabolismi glicemici. Spesso ci viene chiesto: esiste un vino per diabetici? Per il diabete è meglio consumare vino o birra? Da questo punto di vista, non esistono alcolici che facciano bene ai diabetici, come anche alcolici particolari che abbiano effetti collaterali devastanti.

Infatti, è anche sbagliato demonizzare il fenomeno, in quanto è l’alcool il principale responsabile degli effetti collaterali sulla glicemia, e non il vino in particolare. Se da un lato bisogna sconsigliare il consumo di alcolici ai diabetici, sicuramente non va additato il solo vino come responsabile di tutte le conseguenze dannose sulla glicemia.

Per questo, è sempre bene riferirsi alle unità di assunzione di riferimento proposte dalle linee guida internazionali, come per tutti gli altri alcolici: un eccesso può sempre essere dannoso, per tutti e indiscriminatamente, a prescindere dalle patologie pregresse.

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