Vitigni Siciliani Bianchi più famosi al mondo

vitigni siciliani bianchi

Una breve introduzione

L’isola della Sicilia viene considerata come il territorio in cui prende vita il movimento del vino in Europa. Basti pensare che nella media età del bronzo, precisamente tra il 1500 e il 1200 avanti Cristo, alcuni ritrovamenti hanno attestato il consumo di vino nell’isola. 

Inoltre, durante l’insediamento dei Greci in Sicilia, iniziò a svilupparsi la viticoltura, la cui importanza è testimoniata dalle decorazioni che caratterizzavano i vasi e le coppe antiche. Persino le monete erano caratterizzate da raffigurazioni di grappoli d’uva. 

Lo sviluppo della viticoltura si affermò successivamente nel periodo romano in cui la vite e il vino iniziarono a adattarsi a diverse temperature e condizioni ambientali.

 L’epoca di massimo splendore dei vini siciliani, però, ebbe inizio grazie agli Aragonesi che iniziarono a diffonderli in tutta Europa.  

Ma come viene considerata al giorno d’oggi la produzione di vino in Sicilia?

Grazie all’innovazione dei metodi di coltivazione, soprattutto la viticoltura biologica, processo che si basa sull’equilibrio tra natura e ambiente, il panorama della produzione di vino in Sicilia è molto ampio e sviluppato. Numerose aziende hanno deciso di avviare un investimento nella produzione di vino bianco. 

In Sicilia si coltivano vitigni autoctoni, ovvero vitigni non propriamente originari del territorio bensì che ne diventano parte integrante. 

Le differenti tipologie di bacca

I vitigni a bacca nera sono quelli dai quali si ottengono vini rosati e rossi. Il loro colore viene dato dalle bucce degli acini. Le tonalità dei vini rossi variano dal rubino al porpora, mentre quelle dei rosati vanno dal rosa chiaro al violaceo. Il processo di produzione avviene eliminando la parte legnosa del grappolo. 

Durante il processo di fermentazione alcolica, le bucce dell’uva vengono tenute a contatto con il mosto. Questo serve per preservare l’aromaticità del prodotto finale. 

I vini bianchi invece, sono prodotti da vitigni a bacca bianca e sono caratterizzati da un colore che può variare dal giallo all’ambrato. 

La differenza con i vini a bacca rossa sta tutta nella fase di preparazione del prodotto, poiché la pressatura dell’uva avviene in maniera più delicata. La fermentazione, invece, avviene in vasche d’acciaio e consente di ottenere un prodotto caratterizzato dalla freschezza. 

I vitigni siciliani a bacca bianca più noti

Tra i vitigni siciliani bianchi il più noto è lo Zibibbo, un vino dolce, di alta qualità e assai particolare dato che le uve Zibibbo sono uve tardive. Questo vino può essere abbinato a differenti pietanze culinarie, tra cui formaggi e piatti di pesce, ma soprattutto con i dolci tradizionali siciliani, come la cassata, i cannoli e i dolci al pistacchio.

Quando pensiamo ai bianchi di Sicilia non possiamo non pensare ai vigneti del Grillo. Si tratta di un vitigno che presenta acini medio grandi di colore giallo. Questo vino domina prevalentemente nei territori di Trapani e presenta una gradazione alcolica da media a particolarmente elevata. Ha inoltre una notevole intensità aromatica ed è particolarmente longevo. 

Il vino Grillo ha un grado di acidità che lo rende un vino ben strutturato ma morbido al palato, per questo motivo si abbina facilmente con piatti di pasta, riso, pesce fritto e alla griglia. 

L’inzolia

Un altro vitigno siciliano molto diffuso, soprattutto tra le province di Agrigento, Trapani e Palermo, è l’inzolia. Si tratta di un vitigno siciliano bianco molto antico, arrivato fino a noi grazie all’ondata migratoria greca dell’VIII secolo a.C. durante la quale i greci portarono con sé i loro stili di vita, tra cui il consumo di vino. 

L’uva inzolia è molto polposa, salata e acida. La sua caratteristica peculiare è quella che ha un profumo fruttato, con note di pera, albicocca e pesca. Anche il gusto è particolare poiché fruttato con note di vaniglia che lo rendono elegante e morbido. Sarebbe ideale accompagnare questo tipo di vino con vellutate vegani a base di legumi.

Il catarratto

 Sempre nelle province di Agrigento, Trapani e Palermo è diffuso il vitigno a bacca bianca di catarratto, il cui nome pare essere una parola del dialetto siciliano che significa “ricchezza”. 

Germoglia generalmente agli inizi di aprile e i suoi grappoli sono di dimensione medio-grande. Il vino è caratterizzato da un colore giallo paglierino ed è fresco e delicato. All’olfatto risulta agrumato e floreale. 

È un compagno perfetto per antipasti, piatti di pesce, crostacei, ma si può anche abbinare a carni bianche delicate. Inoltre, il catarratto si presta anche a singolari sperimentazioni quali la macerazione sulle bucce e l’appassimento che dimostrano la versatilità di questo vitigno. 

Lo chardonnay

Un altro vitigno siciliano bianco molto diffuso è lo chardonnay il cui grappolo è di media grandezza. La sua origine è tutt’oggi incerta: alcune leggende narrano che le uve chardonnay risalgano ai tempi della Persia, altre invece ritengono che lo chardonnay abbia avuto origine in Francia. 

Viene prodotto sia nella tipologia di vino fermo, che nella tipologia spumante. Al palato risulta fresco e ben equilibrato, ricco ed avvolgente. Il vino chardonnay è caratterizzato da profumi floreali e fruttati che ricordano la pesca, la mela, la pera e il cedro. 

Le zone di produzione si trovano in Toscana e in Trentino-Alto Adige, ma è proprio nell’isola della Sicilia che trova migliori condizioni climatiche che gli permettono di essere così ben equilibrato. Essendo un vino molto versatile, si abbina facilmente sia con pesce che con carni bianche e verdure grigliate.  

oltre ai vitigni siciliani bianchi troviamo quelli a bacca rossa

I vitigni siciliani a bacca rossa

Il nerello mascalese

Per quanto riguarda invece i vitigni siciliani autoctoni a bacca rossa, non possiamo non nominare il nerello mascalese, vitigno nato nella terra dell’Etna. La grandezza degli acini è media, con una buccia spessa e di colore blu chiaro. 

Il vino che si ricava dal vitigno è di colore rosso rubino ed è uno dei vini rossi italiani più eleganti. Ha una profumazione intensa, caratterizzata da una fragranza di viola, piccoli frutti rossi e spezie. Si tratta di un vino che si accompagna perfettamente con formaggi stagionati e salumi. 

Il nero d’Avola

Un altro vitigno a bacca nera molto diffuso è il nero d’Avola, che è stato probabilmente importato dai Fenici in Sicilia. Il suo acino è di media grandezza ed è di colore blu molto scuro. All’olfatto risulta molto piacevole, in quanto conserva un aroma fruttato d’amarena, liquirizia e cannella. 

Il suo gusto invece è caratterizzato da note di ciliegia, lampone, ribes e prugna secca. Il sapore è asciutto, caldo ma corposo. Si abbina con tutti i pasti saporiti della tradizionale cucina siciliana, ma soprattutto a formaggi stagionati, carni rosse e funghi. 

Un’esperienza coinvolgente

Bere un calice di vino non è semplicemente un’esperienza fine a sé stessa, bensì una vera e propria avventura coinvolgente, resa indimenticabile dalla produzione di vini di alta qualità, come quelli provenienti dai vitigni e dalle cantine sicule. 

Una bottiglia di questi vini racchiude in sé stessa tutta l’arte della produzione che passa dalla coltivazione all’imbottigliamento, culminando poi nel calice del consumatore, che mediante l’assaggio riscopre il piacere del buon vino ma soprattutto delle tradizioni ad esso legate. 

Per tutti questi motivi, i prodotti siciliani rappresentano il perfetto collante sociale che raggrupperà amici e familiari attorno alla vostra tavola, esaltando le vostre portate.

Torna su