Sostenibilità green nel mondo del vino

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Quello della sostenibilità green è diventato un concetto importante, spesso oggetto di discussione; le sempre più frequenti catastrofi naturali e la crescente mancanza di risorse, infatti, rende fondamentale adottare soluzioni green e sostenibili per salvaguardare non solo l’ambiente che ci circonda, ma anche noi stessi.
Il mondo del vino non fa di certo eccezione: negli ultimi anni sono state fondate associazioni e presi numerosi provvedimenti per rendere sostenibile l’intero processo produttivo del vino, dalla coltivazione alla distribuzione. Prima di esaminare la questione nel dettaglio, però, è bene chiarire il concetto di sostenibilità green.

I tre pilastri della sostenibilità green

Ad un’occhiata superficiale, la sostenibilità green potrebbe sembrare coinvolgere solo l’aspetto ecologico. In realtà si tratta di un concetto molto più vasto, composto da tre principali aree tematiche: la sostenibilità ambientale, quella sociale e la sostenibilità economica.

La sostenibilità ambientale consiste nello sfruttare le risorse in modo consapevole, per dare loro il tempo di rigenerarsi e quindi continuare a produrre. Per un’agricoltura green e sostenibile è dunque molto importante non superare la cosiddetta carrying capacity, ovvero la capacità massima di individui a cui un ambiente è in grado di fornire risorse.
Con sostenibilità sociale invece si parla di sviluppo sostenibile, entrando nel principio etico dell’equità intergenerazionale: c’è dunque la necessità di impiegare le risorse in modo green e sostenibile in modo tale che anche le generazioni future possano usufruirne.

Infine, un’economia sostenibile lo deve essere sotto numerosi aspetti: a livello sociale non devono esserci disparità fra gli individui, dal punto di vista economico deve contribuire ad un innalzamento del PIL e, in un’ottica ecologica, deve lasciare il tempo alle risorse di rigenerarsi adeguatamente.

Ma con quali modalità questi parametri vengono integrati nel mondo del vino?

Sostenibilità ambientale nel mondo del vino

L’obiettivo principale delle aziende vitivinicole che vogliono essere green e sostenibili a livello ecologico è quello di ridurre al minimo l’impatto della produzione sulle risorse naturali, quali acqua, aria, suolo e biodiversità dell’ambiente circostante. Per riuscirci, è necessario svolgere un’attenta pianificazione degli impianti dei nuovi vigneti, cercare di evitare ogni intervento con prodotti chimici e utilizzare in modo ottimale e consapevole le risorse disponibili.

In fasi successive è importante assicurarsi che gli eventuali prodotti di scarto vengano riciclati o, in caso questo non fosse possibile, smaltiti in modo da non causare problemi all’ambiente circostante. Naturalmente, anche il packaging del vino deve essere composto da materiale prodotto in modo green e facilmente smaltibile e le bottiglie devono poter essere riciclate adeguatamente.

Per essere green, le aziende vitivinicole spesso decidono di adottare un modello di agricoltura biologica, un metodo di coltivazione finalizzato al rispetto della natura e dell’ambiente, abolendo dunque l’utilizzo di sostanze di sintesi chimica. Quella green e sostenibile è inoltre una viticoltura di precisione, dove l’approccio gestionale è ciclico e ben monitorato, in modo da avere un quadro completo sull’utilizzo delle risorse per non eccedere. Si tratta inoltre di un’agricoltura che si impegna a preservare la biodiversità di un territorio con il rispetto della fauna e della flora autoctoni.

Nel processo produttivo del vino viene impiegata un ingente quantitativo d’acqua, prelevata da fonti idriche limitrofe; per contenere i consumi ed essere più green, le aziende possono realizzare dei sistemi di raccolta e reciclo dell’acqua piovana. Per preservare la qualità delle falde acquifere è necessario monitorare il loro stato con analisi e controlli. Un’altra strategia delle aziende vitivinicole green è quella di installare depuratori per le acque reflue all’interno della cantina in modo da ridurre lo spreco.

Sostenibilità sociale nel mondo del vino

La sostenibilità green sociale è un concetto etico che prevede una soddisfazione equa e continuata dei bisogni umani basilari, come cibo, acqua e riparo, ma che implica anche il riconoscimento di necessità sociali e culturali quali sicurezza, libertà e svago.

Includere la sostenibilità sociale nel mondo del vino significa sostenere la realtà rurale nella quale l’azienda vitivinicola è inserita, prestando particolare attenzione alle condizioni dei lavoratori della cantina: diventa dunque fondamentale per l’azienda adottare misure che garantiscano il benessere umano e i diritti fondamentali dei lavoratori.

Per quanto riguarda il rispetto dei lavoratori può essere utile, per esempio, incrementare i posti di lavoro all’interno della cantina per instaurare nuove collaborazioni lavorative a livello locale e avere un occhio di riguardo per la sicurezza e la salute dei lavoratori per ridurre al minimo infortuni e malattie professionali. A livello di sostegno della realtà rurale, invece, per essere green e socialmente sostenibile l’azienda vitivinicola può adottare misure come impegnarsi con la realizzazione di iniziative e progetti con il fine di promuovere le bellezze territoriali e rispettare l’ambiente e le persone della comunità adottando un metodo di lavoro il meno invasivo possibile.

sostenibilità green in vigna con sfondo di pale eoliche

Sostenibilità economica nel mondo del vino

Con sostenibilità green economica si intende la capacità di un sistema economico di generare una crescita costante e duratura attraverso un impiego efficace delle risorse. Infatti, le misure green precedentemente prese in esame non sono sostenibili se non portano all’azienda vitivinicola un profitto sufficiente.

Come capire se il metodo green utilizzato sta portando vantaggi anche all’economia della cantina? I fattori da prendere in esame sono la resilienza e l’efficienza. La resilienza può essere sviluppata prendendo in esame la capacità di adattamento dell’azienda rispetto ai cambiamenti socioeconomici e tecnologici intrapresi e optando per soluzioni flessibili che possano adattarsi ad ogni fluttuazione del mercato.

I provvedimenti presi dalle aziende per essere economicamente sostenibili dovranno dunque saper coniugare il rispetto dell’ambiente e dei lavoratori con la massima efficienza e adattabilità.

Tutto questo può essere ottenuto tramite la formulazione da parte dell’azienda vitivinicola di una strategia di mercato per raggiungere gli obiettivi aziendali; la cantina inoltre può scegliere di adoperarsi di un sistema di controllo di gestione per misurare sia in termini di efficienza che di efficacia se e come gli obiettivi sono stati raggiunti, stipulare contratti a lungo termine per garantire ad azienda e lavoratori una situazione di stabilità sia economica che lavorativa ed effettuare investimenti per incrementare la sostenibilità ambientale e sociale, adoperandosi di infrastrutture adeguate e di macchinari green a basso consumo energetico.

Gli indicatori di sostenibilità

Gli indicatori di sostenibilità nel mondo del vino sono stati definiti durante l’iniziativa italiana V.i.v.a Sustainable Wine, dove il Ministero dell’ambiente e della Tutela del territorio e del Mare ha stilato un dettagliato programma riguardante la sostenibilità green nelle aziende vitivinicole.
Secondo questo Programma, gli indicatori che testimoniano la produzione sostenibile del vino sono aria, acqua, vigneto e territorio.

L’indicatore aria indica il totale delle emissioni di gas ad effetto serra associate all’intero ciclo di vita di una bottiglia di vino. Questo numero è calcolato in base alle emissioni relative alla gestione del vigneto, dalla cantina al consumo.

L’indicatore acqua esprime invece il volume di acqua dolce associata alla produzione di un bicchiere di vino. Questo fattore include non solo i consumi relativi all’uso di acqua piovana e di acqua prelevata da altre fonti idriche, ma monitora anche la contaminazione dei corpi idrici derivante dalla gestione del vigneto e della cantina.

L’indicatore vigneto misura l’impatto ambientale delle pratiche di gestione agronomica: uso degli agrofarmaci ed il loro impatto sull’ambiente e i vari processi di gestione del suolo. Prende in esame anche gli aspetti legati alla biodiversità, alla gestione del suolo e alla fertilità.

L’indicatore territorio testimonia l’impegno dell’azienda nella tutela della biodiversità, del paesaggio e della società, valutando l’impatto dell’attività vitivinicola sul territorio e sulla comunità. Una gestione green e sostenibile infatti rende la vigna parte integrante dell’ambiente, riducendone l’impatto sul paesaggio e sulla biodiversità.

Associazioni green: SOStain

La fondazione green SOStain è nata nel 2020 per volontà di Assovini Sicilia e Doc Sicilia, a Palermo, con il fine di portare la sostenibilità green all’interno delle cantine. SOStain si compone di un Consiglio Direttivo che si occupa della gestione della cooperazione di imprese grandi e piccole, un Comitato Tecnico Scientifico, dove vengono confrontate ricerca e aziende, e un Comitato Operativo, dove i tecnici si occupano di rispondere alle esigenze delle aziende.

SOStain ha stilato dieci disposizioni da rispettare, tutte riguardanti il concetto di umanesimo ecologico che mette in relazione la tecnica e la natura. Queste regole mettono in evidenza il ruolo dell’attività umana: questa deve fare da ponte tramite la conoscenza, la misurazione, l’analisi e la ripetibilità. I dieci requisiti hanno come obiettivo principale la difesa della biodiversità che, oltre a proteggere l’ambiente circostante, garantisce la qualità del prodotto finito, dando anche un senso commerciale e imprenditoriale al progetto.

SOStain ha già aiutato molte cantine ad intraprendere un percorso più green e sostenibile. Un esempio è la Cantina Settesoli, cooperativa che tramite un accurato percorso formativo ha coinvolto soci, collaboratori e dipendenti, tutelando le persone e lasciando il territorio intatto, evitando l’abbandono della terra e la cementificazione invasiva.

Come riconoscere un vino sostenibile

Se da una parte le aziende vitivinicole devono abbandonare i metodi di produzione obsoleti e poco green, preferendo modalità più sostenibili, dall’altra anche i clienti devono dare il loro contributo premiando le aziende che decidono di optare per uno sviluppo sostenibile.

Tuttavia, il cliente può essere tratto in inganno dal greenwashing, un’operazione di marketing adoperata da alcune aziende che incentrano il loro metodo comunicativo su un impegno green che però non viene rispettato. Allora come riconoscere un vino derivato da una produzione veramente sostenibile?

Il primo fattore da osservare è la certificazione di sostenibilità. Questa viene rilasciata da associazioni apposite che si occupano di sostenibilità nel mondo del vino, come VIVA, Equalitas o, appunto, SOStain; dopo essersi assicurati che l’azienda vitivinicola rispetti i parametri green indicati, gli enti rilasciano questa certificazione di sostenibilità, che può riguardare l’intera azienda, in caso ogni singolo processo svolto al suo interno sia consapevole e sostenibile, oppure può riguardare un singolo vino prodotto con metodi green.

Un altro modo per capire che il vino che ci si trova di fronte è veramente frutto di uno sviluppo sostenibile e non di una semplice mossa di greenwashing è quello di guardare le etichette dei vini: queste rappresentano un efficace metodo di comunicazione con il consumatore. Su ogni etichetta è presente un codice QR che permette di visualizzare i resoconti dell’azienda rispetto ai quattro indicatori di sostenibilità.

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