Vino riserva: che cos’è e cosa indica?

Nel mondo dei vini esistono menzioni differenti, tra cui possiamo a volte trovare anche le denominazioni “vino riserva” o “classico” sopra le etichette. 

Riuscire a riconoscere di cosa si tratta è importante, per gli appassionati, in quanto in questo modo si potrà comprendere la natura di ciò che stiamo per degustare. 

Queste tipo di menzioni fanno infatti riferimento al tipo di lavorazione che ha seguito l’uva fino alla bottiglia, ed è un modo per riuscire a riconoscere un vino d’eccellenza da uno più da tavola. Scopriamo insieme qual è il significato delle varie menzioni e, in particolare, cosa significa il vino riserva.

Quali sono le menzioni dei vini?

Quando ci si avvicina al mondo del vino ci si può imbattere in diverse terminologie che possono dare indicazioni diverse riguardo alla tipologia che stiamo per acquistare. Sull’etichetta della bottiglia, infatti, possono essere presenti denominazioni come DOC, DOCG o diverse terminologie che possono indicare il vitigno o il metodo di vinificazione

Tra queste è possibile imbattersi, a volte, in termini quali “riserva”, “gran selezione”, “classico” e molti altri. Conoscere il loro significato può essere di grande aiuto per riuscire a comprendere appieno che tipo di vino stiamo per acquistare e cosa possiamo aspettarci da questo. 

Classico

La menzione “classico” è una delle più comuni che si possono trovare sulle etichette dei vini. Questa specifica indica che il vino in questione è prodotto in una zona geografica selezionata utilizzando un particolare tipo di vitigno. 

Nel dettaglio, la menzione “classico” viene attribuita ai vini prodotti in un’area geografica molto limitata e che corrisponde a quella originale di produzione, ovvero a quella ritenuta più antica. 

Caratterizzata da una specifica tradizione vinicola e una conformazione del territorio altrettanto particolare, i vini denominati “classici” sono perciò prodotti in quella che è considerata come la terra d’origine di quell’etichetta, prima che questa si diffondesse ad altre zone e territori. Per questo motivo, ha delle caratteristiche organolettiche molto precise. 

Millesimato

Un vino, anche se con la stessa denominazione, può essere prodotto in varietà molto diverse e presentare perciò delle sfumature organolettiche differenti da bottiglia a bottiglia, in base alle diverse caratteristiche dell’etichetta. 

Soprattutto sui vini spumantati, può essere presente la menzione “millesimato”, che indica che il prodotto è stato realizzato con uve di una singola vendemmia provenienti tutte dallo stesso anno.

La produzione di vini di questo tipo richiede una particolare cura e attenzione: le uve devono essere raccolte al momento giusto e devono essere in perfette condizioni, così da garantire la massima qualità finale. 

Infine, i vini millesimati richiedono una maturazione più lunga rispetto ad altri vini: un periodo che di solito si aggira intorno ai 3 anni, e perciò questa tipologia di menzione indica quelli più pregiati. 

Gran selezione

La menzione di “gran selezione” è riservata ai vini prodotti nel Chianti Toscano e contraddistingue quelli prodotti da uve di esclusiva appartenenza del produttore, coltivate nei vigneti più rinomati e con regole più rigide. 

Inoltre, è obbligatorio per questi vini che l’invecchiamento sia di almeno 30 mesi. Tutto questo rende perciò questo vino uno dei più alti della qualità, rispetto agli altri prodotti nella stessa regione. 

Il vino gran selezione deve perciò superare una rigida valutazione, svolta da una commissione di esperti, e solo se risponde alle sue strette regole e presenta quindi caratteristiche organolettiche precise, allora può ottenere la denominazione. 

Vigna

Anche in questo caso, questa menzione indica una particolarità unica del vino che deriva dal territorio di provenienza. Nel caso specifico della menzione “vigna”, questa indica che le uve utilizzate per la produzione del vino derivano tutte da uno stesso vigneto. 

In questo modo, il vino che ne deriva riflette le caratteristiche della specifica area di provenienza, che possono essere influenzate dalla composizione del suolo, dall’esposizione solare o dal clima. 

Per ottenere questa denominazione, il vigneto deve essere certificato e identificato con un nome specifico, e rappresenta, anche in questo caso, una certa eccellenza perché ci indica che le caratteristiche organolettiche del vino derivano dalla particolarità del territorio e delle uve.

Superiore

La menzione “superiore” è una delle più comuni tra quelle dei vini e spesso può rappresentare un valore aggiunto al prodotto. In particolare, questa viene utilizzata per indicare un vino che ha subito un processo di invecchiamento più lungo rispetto a uno standard.

Inoltre, questa etichetta identifica quei vini che hanno subito dei trattamenti specifici e hanno caratteristiche peculiari, come ad esempio un maggior grado alcolemico o una specifica acidità. 

Vino riserva, cosa significa?

Tra le varie menzioni troviamo infine, il vino riserva. È una delle più prestigiose e desiderate, quando si tratta di vini di alta qualità. 

Questa denominazione indica che il prodotto in questo caso ha subito un invecchiamento più lungo e una lavorazione più rigorosa, rispetto ad altri della sua stessa tipologia.

Per riuscire ad ottenere la denominazione “vino riserva”, questi devono rispettare determinati requisiti stabiliti dalla normativa regionale o nazionale

Ad esempio, in Italia, i vini rossi devono essere invecchiati per almeno 24 mesi, di cui almeno 12 in botti di legno, mentre quelli bianchi per almeno 12 mesi di cui 6 in botti di legno. 

Tuttavia, la durata dell’invecchiamento e il tipo di legno utilizzato possono variare a seconda della regione di produzione e della tipologia di vino. Inoltre, alcuni produttori possono anche scegliere di far invecchiare il proprio vino per un periodo più lungo di quello richiesto dalla normativa, per poter creare un prodotto ancora più pregiato e raffinato.  

Proprio per queste caratteristiche, quindi, i vini con menzione “riserva” sono spesso caratterizzati da un colore più scuro e un sapore più intenso. Possono, inoltre, presentare un aroma più complesso e una maggiore persistenza gustativa. 

Conclusioni

Le menzioni sono una parte importante dell’etichettatura dei vini e possono fornire agli appassionati delle informazioni preziose sulla loro qualità e sulle loro caratteristiche specifiche. 

In particolare, abbiamo visto che il vino riserva ne indica uno particolarmente invecchiato, per un minimo di mesi indicati per legge, ed è una menzione che possono prendere solo i vini DOC e DOCG

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