Vino Novello, tutte quello che c’è da sapere su questo prodotto unico

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l vino novello è un tipo di vino molto particolare e molto comune sulle nostre tavole. Tutti ne abbiamo sentito parlare, ma non sempre si sa nello specifico a cosa ci si riferisce con questo termine.

Esso, infatti, non è da confondere con il vino nuovo non ancora invecchiato, perché nasce invece grazie a una tecnica di vinificazione molto particolare che si basa sulla macerazione carbonica, utilizzata già da molti anni e che ha avuto origine in Francia.

In questo caso, ci sono normative specifiche che ne regolano la produzione che vanno rispettate alla lettera, così da poter ottenere questa determinata qualifica.

Se siamo alla ricerca di un prodotto che rispetti in pieno queste caratteristiche, prima di tutto troviamo una lista di produttori di vino novello, dopo di che provvediamo a scegliere quello più adatto alle nostre esigenze.

Il vino novello e la macerazione carbonica

Come abbiamo già accennato il significato del termine “novello” va appunto ricercato nella sua tecnica di produzione, a cui sarà sottoposta almeno il 40% dell’uva utilizzata.

Se andiamo a ritroso nella storia del vino novello, la sua lavorazione è stata scoperta fin dagli anni ‘30 in Francia, quando si studiò un buon sistema di conservazione delle uve che risultasse utile con l’immissione di grappoli di uva interi in un contenitore chiuso ermeticamente per un tempo relativamente breve.

In particolare, il processo consiste nel posizionarli in un serbatoio ermetico saturo di anidride carbonica, per poi lasciarli all’interno per un determinato periodo di tempo, in genere da qualche ora fino ad arrivare a qualche giorno. 

In questo lasso di tempo potrà così verificarsi una fermentazione alcolica intracellulare a carico degli zuccheri e dell’acido malico. Quest’ultimo verrà poi degradato ad acido piruvico, fino ad arrivare gradualmente ad aldeide acetica e infine ad alcool etilico.

L’uva è sottoposta a macerazione per minimo 10 giorni, a una temperatura intorno ai 30°C. Durante questo tempo la sua buccia si indebolirà fino a che ogni chicco verrà schiacciato e produrrà un liquido.

Il processo si completerà alla fine con una vera e propria pigiatura dell’uva, in cui l’eventuale residuo zuccherino verrà trasformato in alcol con un metodo di vinificazione tradizionale. Tutto il processo richiede poco più di un mese, passato questo tempo il prodotto sarà finalmente pronto per essere consumato a tavola.

Caratteristiche del vino novello e regolamentazioni

Per essere considerato un vero vino novello, bisognerà che si tratti in particolare di un vino DOP o IGP tranquillo e frizzante. Se non vogliamo incorrere in errore, quindi, la prima cosa da fare sarà prestare attenzione all’etichetta della bottiglia che si intende acquistare.

Su di essa dovrà essere riportata la denominazione di qualità insieme ad altre indicazioni importanti e obbligatorie, tra cui il produttore o imbottigliatore, la gradazione alcolica e la quantità netta.

Inoltre, non dimentichiamo che il vino dovrà essere consumato entro i primi sei mesi dalla sua immissione al consumo, questo proprio perché a causa della sua struttura risulta poco stabile. Il vino novello, per essere definito tale, deve possedere determinate caratteristiche e sottostare a una serie di decreti.

In particolare il Ministero delle Politiche Agricole si è pronunciato con delle normative ad hoc nel 6 ottobre 1989 e nel 13 agosto 2012, fornendo così una serie di considerazioni da dover tenere in considerazione per avere la possibilità di usare in etichetta la dicitura di “vino novello”.  Nello specifico:

  • La bottiglia potrà essere immessa in commercio dal 30 ottobre dell’anno in cui sono state prodotte le uve utilizzate e fino al 31 dicembre calcolando lo stesso anno;
  • deve poi presentare una gradazione alcolica minima dell’11% in volume, mentre per quanto riguarda le uve, almeno il 40% deve aver subito il processo di vinificazione per macerazione carbonica. Il rimanente 60% dovrà invece essere sottoposto alle comuni tecniche classiche;
  • il periodo di vinificazione non potrà durare meno dei 10 giorni indicati e dovrà anche avere un limite massimo di zuccheri riduttori residui, inferiori a 10 grammi per litro.

I giusti abbinamenti

Chi usa consumare vino novello sa che il gusto è caratterizzato da un sapore leggero e fresco e da note tipicamente fruttate. La sua denominazione deriva dal termine francese vin primeur o vin noueveau, e può essere tradotta con “primo vino” o “vino nuovo”.

Anche se non è raro che venga confuso a torto con dei vini giovani o di recente vendemmia, che non hanno però ancora subito il processo di invecchiamento. In realtà si tratta invece di un prodotto unico nel suo genere con, appunto, delle caratteristiche di produzione che lo rendono assai diverso dagli altri vini immessi sul mercato ad oggi.

Il vino novello rosso ha un colore intenso con sfumature porpora e il suo particolare retrogusto lo rendono perfetto per tutte quelle ricette a base di prodotti tipici autunnali.

Tra gli abbinamenti più classici, infatti, ci sono sicuramente le castagne di stagione proprio durante il periodo di produzione, ma i risultati saranno ottimi anche accostandolo a funghi, formaggi, o carciofi.

Da provare è però anche l’accostamento con piatti di carne, pesce e taglieri di salumi. Degustare un bicchiere di vino novello, accompagnato da caldarroste, necci, castagnacci o primi e secondi piatti tipici della nostra tavola, renderà le nostre cene e i nostri pranzi momenti indimenticabili da condividere in compagnia attimi di intenso piacere al palato. 

Conclusioni

Che si tratti di un vero esperto di vino novello o di un amante dei vini in generale che desidera arricchire al meglio la sua tavola per momenti conviviali con amici e parenti, la giusta bottiglia di vino novello potrà di certo fare la differenza.

Per assicurarsi di fare la scelta giusta e degustare al meglio la propria bottiglia, ricordiamo di acquistare solo prodotti certificati e provenienti da produttori seri e consapevoli.

Altro importante aspetto da considerare sarà poi la sua conservazione che, per poter avvenire al meglio, dovrà tener conto di alcune piccole accortezze. Meglio, infatti, posizionare la bottiglia appena acquistata in un luogo buio e a una temperatura costante al di sopra dei 20ºC.

La sua degustazione generalmente coincide con il giorno di San Martino, ma in ogni caso sarà bene servirlo in un calice dalle dimensioni medie e a una temperatura di circa 10-14ºC.

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