Sfemminellatura della vite

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Che cos’è la sfemminellatura della vite?

La sfemminellatura è un processo che consiste nel taglio delle femminelle, ovvero i nuovi germogli che derivano dalle gemme pronte. Le femminelle si sviluppano sotto l’ascella della foglia e sono poco produttive o addirittura sterili e possono produrre grappoli che però maturano tardivamente rispetto ai grappoli normali. Questo procedimento fa sì che la crescita e la produzione del fusto principale avvenga in maniera più sana ed equilibrata. 

Attraverso il processo di sfemminellatura, otterremo un prodotto d’eccellenza, mantenendo una corretta crescita della pianta, andando ad eliminare l’eccesso di germogli che causerebbero una cattiva respirazione della pianta.

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Ma come funziona?

Si tratta di un’operazione di potatura verde che si esegue a fine maggio e inizio giugno. La sfemminellatura della vite avviene recidendo con un paio di forbici le femminelle, in modo che si eviti di recare danni al germoglio. 

Gli scopi di questo procedimento sono molteplici, come quello di rendere la chioma meno fitta e quindi più disposta alla luce e all’aria, evitare condizioni climatiche sfavorevoli e migliorare la circolazione delle macchine. Inoltre, è molto utile per regolare il rapporto tra superficie fogliare e produzione. 

Quali attrezzi dobbiamo utilizzare per la potatura?

Può essere fatta in due modi:

  • Manuale, attraverso le cesoie da vigna, le cui lame devono essere sterilizzate con l’alcol etilico prima del procedimento 
  • Meccanica, utilizzando macchinari specifici 

Le operazioni di potatura sono il principale mezzo a disposizione del viticoltore per regolare al meglio l’equilibrio vegetativo. 

Ma quali sono le regole principali?

Le regole principali sono sei: spollonatura, scacchiatura, defogliazione, cimatura dei tralci, legatura della vegetazione e diradamento dei grappoli. 

La spollonatura della vite

È la prima operazione che deve essere effettuata. Sul legno vecchio crescono dei germogli, che vengono definiti polloni, che quindi sottraggono energie ai germogli produttivi. Con questo procedimento si intende sia l’asportazione dei polloni, che quella dei succhioni, ovvero i germogli che hanno origine da una gemma latente, ossia rimasta in dormienza per un numero indefinito di stagioni. 

La spollonatura deve essere fatta quando i germogli sono ancora di piccola dimensione e misurano dai quindici ai venti centimetri. L’operazione può essere fatta sia chimicamente e quindi con disseccanti, che meccanicamente con delle attrezzature che utilizzano fili elastici. 

In generale è un procedimento che viene effettuato manualmente grazie alla ridotta grandezza dei germogli. Per non provocare grossi danni al ceppo è necessario eliminarli ancora verdi.

La scacchiatura

È l’operazione successiva, che consiste nell’eliminare i germogli di troppo, quelli sterili e quindi inutili per la potatura dell’anno seguente. Questi tipi di germogli ostacolano il passaggio sia dell’aria che della luce. 

Questo procedimento è necessario per permettere quindi un migliore passaggio di linfa verso il germoglio principale, rendendo più proficua la crescita e la maturazione delle uve successive. Inoltre, riesce anche a diminuire l’umidità all’interno di tutto il vigneto. L’operazione consente di lasciare alla pianta solo tralci che portano i grappoli necessari per assicurare la produzione nell’anno successivo. 

La scacchiatura della vite è importantissima soprattutto sui vigneti allevati a cordone speronato, ossia un sistema di allevamento della pianta che utilizza la potatura corta. In questa forma di allevamento vengono eliminati i germogli sotto il cordone e sulla curva del cordone. 

Dopo questa operazione il vigneto risulterà fitto e regolare, con un ottimo equilibrio vegeto-produttivo. Nei casi di viti troppo deboli, caratterizzati dalla presenza di germogli fertili, per non indebolirle troppo si elimina qualche germoglio uvifero come quelli doppi o in eccesso alla produzione.

sfemminellatura della vite già compiuta

La defogliazione

Questo procedimento si basa sull’eliminazione di foglie che coprono i grappoli. È una pratica che si svolge generalmente prima della vendemmia. Le foglie vengono eliminate poiché non svolgono più un ruolo attivo nei confronti della maturazione dell’uva e quindi possono essere soppresse. 

Defogliare la vite favorisce l’accumulo di composti chimici presenti nei chicchi d’uva, che influiscono sia sulla colorazione che sull’aroma delle uve e dei vini. Gli obiettivi che raggiungiamo grazie a questo procedimento sono legati alla sanità e alla qualità del grappolo. Infatti, il primo obiettivo si ottiene poiché il grappolo è più arieggiato e i prodotti antiparassitari lo raggiungono facilmente. Il secondo obiettivo invece è legato alla migliore esposizione al sole. 

Questa pratica viene effettuata nelle aree viticole più fredde e in quelle a bacca rossa. Questo perché se la defogliazione si svolgesse in aree calde, potrebbe determinare una forte insolazione dei grappoli. 

La cimatura dei tralci

In questo procedimento vengono tagliati i tralci della vite cresciuti in eccesso, che rischiano di andare a coprire l’uva in maturazione. Si tratta quindi di eliminare la parte finale dei tralci e delle femminelle. Questa operazione può essere ripetuta più di una volta nel caso di una rigogliosità eccessiva del vigneto, ma anche evitata nel caso in cui i tralci risultassero in equilibrio. 

Per far sì che la vite sviluppi le femminelle, la cimatura deve avvenire entro il mese di giugno, in modo da contribuire alla maturazione dei grappoli. Il suo scopo è quello di contenere le dimensioni dei germogli e lo sviluppo della chioma. La pianta così non dovrà più concentrare la sua energia per far crescere tralci più lunghi ma la distribuirà nei tralci rimanenti. 

Legatura della vegetazione

Consiste nel legare il frutto su un filo posto in orizzontale, sostenuti da un sistema di pali. Questo procedimento ha lo scopo di rendere armonico lo sviluppo vegetativo dei germogli, consentendo una distribuzione omogenea di linfa, rendendo quindi equilibrata la produzione dell’uva. 

Oggi questa pratica avviene con legatrici a batteria elettrica che rilasciano un filo di ferro avvolto da carta. La legatura deve essere terminata prima dell’inizio del germogliamento di modo da non danneggiare le gemme della vite.

Diradamento dei grappoli

Si tratta di una pratica che permette di far raggiungere alle uve una maturazione uniforme e una conseguente qualità più elevata delle stesse. Per diradamento dell’uva intendiamo l’intervento che prevede l’eliminazione di grappoli che vengono tagliati e lasciati a terra. Questo permette alla pianta di concentrare le proprie risorse su meno grappoli. 

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