Cenni storici

Prestigioso vino italiano, prodotto con uve Nebbiolo in purezza. Trova il suo terroir d’eccellenza nel cuore delle Langhe, a pochi chilometri a sud della città di Alba, in 11 Comuni che si inseguono in un suggestivo itinerario di colline, sorvegliate da maestosi castelli medioevali, fra cui proprio quello di Barolo, che ha dato il nome al vino oggi celebre in tutto il mondo.

La storia del Barolo affonda le sue radici a metà dell’Ottocento, quando una nobildonna di Barolo Juliette Victurine Colbert sposa del marchese Carlo Tancredi Falletti di Barolo, propose alla corte sabauda di Torino un vino rosso prodotto nelle sue tenute e cantine di Barolo e Serralunga d’Alba.  Nello stesso periodo, anche Camillo Benso Conte di Cavour trovò innovazioni produttive che cambiarono per sempre il volto del Barolo, diventando così vino ambasciatore del Piemonte.

Con la fondazione del Consorzio di Tutela Barolo e Barbaresco, nel 1934, vennero definite ufficialmente la zona di origine, le uve, le caratteristiche del vino. Passati poi gli anni della guerra, il Consorzio fu ricostituito nel 1947. Lavorò prima per il riconoscimento della denominazione di origine controllata e poi, in epoca recente, per la denominazione di origine controllata e garantita, portando i due vini di pregio all’ottenimento del massimo blasone previsto per i vini italiani. La Denominazione d’Origine Controllata (DOC) nacque nel 23 Aprile 1966 mentre la Denominazione d’Origine Controllata e Garantita (DOCG) nacque il 1° Luglio 1980.
Ogni bottiglia deve recare il contrassegno di Stato: una fascetta di carta violetta sul collo della bottiglia.

Area di produzione

La zona di produzione del Barolo si estende in un territorio di circa 2000 ettari e conta una produzione di 10.160.000 bottiglie/anno (dato al 30 novembre 2019). I comuni dove viene prodotto sono Barolo, La Morra, Monforte, Serralunga d’Alba, Castiglione Falletto, Novello, Grinzane Cavour.
Verduno, Diano d’Alba, Cherasco e Roddi sono invece interessati solo con porzioni dei loro territori.

Caratteristiche organolettiche

Il Barolo presenta un colore granato pieno e intenso che dopo qualche anno sfuma in riflessi aranciati. Al naso libera intensi accenti di viola, spezie, liquirizia, frutta matura, cuoio, tabacco e minerali, con assaggio intenso e sontuoso, segnato da un tannino regale e avvolgente, con lunga persistenza.

Menzioni Geografiche

L’ultimo importante lavoro a favore del Barolo è stata la delimitazione e l’ufficializzazione nel Disciplinare delle Menzioni Geografiche Aggiuntive avvenuto nel 2010.

Disciplinare

Dallo stretto legame fra le caratteristiche intrinseche del vino e i gusti nobiliari del XIX secolo è nato il detto “il re dei vini, il vino dei re”.  I vini appartenenti alla denominazione Barolo DOCG comprendono le tipologie Barolo e Barolo Riserva coltivato secondo i metodi tradizionali ovvero con potatura a Guyot e forma di allevamento a spalliera. Il disciplinare prevede un periodo di affinamento rispettivamente di 38 mesi, di cui 18 in legno, per la versione base e di 62 mesi, di cui sempre 18 in legno per la versione riserva.