Storia e origine
Il vitigno Marsigliana nera è conosicuto e utilizzato da tempi molto remoti, fin dagli antichi greci. Dall’antichità i suoi vigneti si estendono lungo le coste tirreniche della Calabria, dalla provincia di Cosenza e di Catanzaro, dalla Costa degli Dei alla Costa Viola, in provincia di Reggio Calabria.
Alcune fonti tradizionali calabresi raccontano che intorno al trecento avanti Cristo nelle zone di Krimisa, oggi chiamata Cirò Marina, era comune il consumo di una bevanda prodotta con l’uva proveniente, molto probabilmente, dai vitigni di quello che noi oggi conosciamo come Marsigliana nera, chiamata Cremissa, dal luogo di produzione. Era una bevanda così apprezzata al punto che alle Olimpiadi di Atene era offerta agli atleti vincitori dei giochi olimpici.
Questo fa intendere che in passato gli agricoltori calabresi erano parecchio attenti e avevano una buona tradizione in merito alla vinificazione, peculiarità che, con il trascorrere del tempo, si è andata perdendo. Per questo motivo il Marsigliana nera, per molto tempo, ha visto la sua diffusione principalmente come uvaggio per altri vitigni, grazie alla sua capacità di dare ai mosti un’intensa colorazione. Allo stesso modo l’uva coltivata è abbastanza presente nel consumo in tavola.
Negli ultimi decenni, nei territori calabresi dove si coltiva il vitigno del Marsigliana nera, diverse aziende locali si sono unite in associazioni a tutela dei prodotti della Calabria. È stato un passo importante per il vitigno perché, oltre a evidenziare l’amore per la propria regione, si è ampliata la sua conoscenza, diffusione, produzione e impiego per la vinificazione come vitigno puro e autoctono.
La registrazione come vitigno autoctono presente nel territorio della Regione Calabria del Marsigliana nera è avvenuta nel 1971, con pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Oggi la superficie totale in Italia dedicata alla coltivazione del vitigno Marsigliana nera è di oltre ottantasette ettari.

Geografia del vitigno 

I vitigni del Marsigliana nera sono coltivati esclusivamente nei territori della regione Calabria. Ad essere interessate alla sua produzione sono in particolare le coste tirreniche delle province di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria. Un numero importante di vigneti, come nel passato, sono presenti anche nella provincia di Crotone, nei territori di Cirò Marina.
Si tratta di zone affacciate sul mare, con quei tipici vigneti a terrazze, dove la mitezza del clima e la peculiarità del suolo, regalano ai vini prodotti delle caratteristiche uniche per colore, aroma, sapore e gusto, del tutto particolari.
Il vitigno Marsigliana nera apprezza forme di allevamento non molto espanse e, a seconda dei territori, è possibile vedere sistemi a spalliera, a palmetta o alberello, ma anche a cordonesperonato orizzontale“.
I sistemi di allevamento del vitigno a spalliera e alberello sono sicuramente più comuni soprattutto nelle zone del catanzarese e del crotonese. In quelle località le aziende produttrici sono convinte che si tratta di forme in grado di coltivare uve di qualità e sane, dalla cui produzione si ottiene una varietà di vini eccellenti. Anche nel reggino e nella Costa Viola è più diffuso il sistema di allevamento ad alberello che spicca molto nei vigneti a terrazzo, affacciati verso la Sicilia, donando al territorio un aspetto molto caratteristico.
Il vitigno Marsigliana nera è considerato rustico e alquanto resistente, adattandosi e resistendo sia alle gelate invernali che ai lunghi periodi di siccità tipiche del meridione italiano. Riesce a tollerare bene anche l’alta salinità del suolo dove sono messe a dimora le viti, mentre resiste meno agli attacchi di parassiti come l’oidio o la peronospora.
L’uva è raccolta già nelle prime settimane del mese di settembre.

Denominazioni
Nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite sono indicati i riferimenti normativi riferiti al vitigno Marsigliana nera, riconosciuto come vitigno autoctono di Calabria tramite decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale nel marzo del 1971. Dalle norme sono ammessi come sinonimo i vini Greco Nero e Magliocco dolce.
Dal decreto risulta che il vitigno ha la menzione nel disciplinare come IGT e DOC. I vitigni presenti nella provincia di Reggio Calabria sono Arghillà IGT, Costa Viola IGT, Lipuda IGT, Locride IGT, Palizzi IGT, Pellaro IGT, Scilla IGT. I vitigni presenti nella provincia di Catanzaro sono “Scavigna DOC”. I vitigni presenti nella provincia di Crotone sono “Val di Neto IGT”.

Caratteristiche ampelografiche del vitigno
Le foglie del vitigno Marsigliana nera, di dimensioni abbastanza grandi, sono caratterizzate dal colore verde chiaro e dagli orli bronzo. È possibile individuare foglie a cinque e a tre lobi, con l’apice aperto “a ventaglio”; al tatto è simile al cotone.
Il grappolo del vitigno si presenta molto compatto e a forma piuttosto cilindrica, di dimensioni medie.
L’acino, di forma sferica, ha una dimensione abbastanza grande. È caratterizzato dalla buccia di un colore blu intenso, molto consistente e liscia al punto da sembrare cerata.

Caratteristiche degustative
Dal vitigno Marsigliana nera si realizza un vino molto caratteristico per l’intensità del colore rosso tendente al rubino, con riflessi viola scuro.
Ogni vino proveniente da diversi vitigni, assume una caratteristica organolettica differente e autentica. Tutte le produzioni di vino Marsigliana nero affascinano per il profumo inebriante, in grado di ammaliare e conquistare con lo stile superbo della sua stoffa. È un vino dalla gradazione alcolica media, in grado di presentare in maniera equilibrata la morbidezza con la sua naturale parte acida. L’aroma di frutti rossi, di melograno in particolare, lascia al palato un gusto fruttato e caldo, dal timbro unico e originale.

Abbinamenti tipici consigliati
Il Marsigliana nero è spesso consigliato in abbinamento con portate delicate, con antipasti, con piatti freschi e di stagione. Molto adatto è il suo connubio con piatti a base di pesce, sia primi, sia secondi. Trova una buona accoglienza anche con portate di frutti di mare e anche con il più orientaleggiante sushi.
In genere è un vino parecchio gustato fresco in estate, per l’energia e vitalità che sembra emanare dal suo colore rosso intenso.