Storia
La tradizione di questo vino è tutta nel clima, nel terreno e nel blend delle uve scelte. Infatti solo recentemente nel 1996 ha ottenuto la denominazione di origine controllata, anche se la sua eccellenza è nota da tempo. Il territorio su cui viene coltivato il vitigno è noto per la produzione di uva autoctona, pregiata già dal tempo della Magna Grecia. Da allora è stato sempre ritenuto un vino dalle proprietà benefiche e pertanto salvaguardato e coltivato fino ad oggi. Sin dall’antichità il vino prodotto in questa zona viene apprezzato da intenditori e bevitori abituali per la robustezza e la gradazione alcolica sostenuta. Altri segreti di questo vino sono custoditi con cura dai maestri vinaioli, tra cui innestatori e potatori che da sempre hanno tramandato l’arte della preparazione del vino Bivongi.

Area di produzione
L’area di produzione dedicata alla coltura e alla preparazione del Vino DOC Bivongi è situata nella zona nord della Provincia di Reggio Calabria, sul versante esterno e orientale della Catena delle Serre, nella bassa valle del fiume Stilaro che bagna i territori una volta culla della città di Kaulonia verso il 700 a C. A partire dagli anni sessanta sono stati convertiti a vigneto i territori della collina di Bivongi, Monasterace e Stilo.
Attualmente la zona di produzione della DOC del vino Bivongi è localizzata in due provincie, quella di Reggio Calabria e quella di Catanzaro. Nella prima le zone interessate sono quelle dei comuni di Riace, Stilo, Placanica, Stignano, Caulonia, Monasterace, Camini, Bivongi e Pazzano. Nella seconda provincia la produzione è localizzata nel comune di Guardavalle. Gli ettari disposti a vigneto in queste aree non sono moltissimi quindi sono votati a una produzione di nicchia.

Caratteristiche organolettiche
La denominazione di origine controllata dei vini Bivongi è dedicata, secondo i requisiti e le caratteristiche stabiliti dal disciplinare di produzione, alle seguenti cinque tipologie: Rosso, Rosso Riserva, Novello, Rosato e Bianco.
Il Bivongi Rosso è un vino rosso secco dal colore fosco con gradazioni più o meno intense e un colore tendente al granato scuro con la maturazione in bottiglia. L’odore di castagna e frutta secca, caratteristico del sud Italia è delicato e in bocca lascia un sapore asciutto, con note armoniche, piacevoli al palato talvolta fruttate.
Il Bivongi Rosso Riserva è un vino rosso secco e invecchiato dal colore più intenso e tendente a toni vinaccia con la maturazione. Al naso presenta un bouquet vinoso e delicato e in bocca lascia un sapore asciutto, con note armoniche, piacevoli al palato talvolta fruttate.
La versione giovane di questo Rosso Novello ha toni vermigli più o meno intensi. L’odore leggero, vinoso ed armonico dal sapore asciutto ed abboccato, presenta note di frutti di bosco, armoniche e fresche.
Il Vino Rosato ha un colore meno intenso del rosso, odore di pesca dalle note caratteristiche di sottobosco. Il sapore è asciutto, gradevole e leggero.
Il Vino Bianco con colore giallo paglierino ha note più o meno intense, odore di paglia essiccata al sole e sapore gradevole al palato armonico e fruttato.

Disciplinare
Secondo il disciplinare l’uvaggio delle versioni rossa, rosata, novello e invecchiata prevede il Greco Nero e il Gaglioppo in percentuale variabile dal 30 al 50% da soli o in blend. In aggiunta possono essere usati il Castiglione o il Nocera o il Calabrese in percentuali che vanno sempre dal 30 al 50 per cento e con una piccola percentuale residuale che è possibile reperire da vini idonei al taglio e prodotti sul territorio regionale come disposto dal Decreto Ministeriale del 7 maggio 2004.
La versione Bianca prevede l’impiego di una percentuale dal 30 al 50 per cento di vini provenienti dai vitigni Guardavalle, Greco Bianco e Montonico Bianco. Per un’altra percentuale del 30/50 per cento è impiegata la qualità Ansonica o Malvasia. Piccole percentuali residuali possono essere reperite da vini idonei al taglio e prodotti sul territorio regionale come disposto dal Decreto Ministeriale del 7 maggio 2004.
Le tecniche enologiche impiegate per la vinificazione dei Vini DOC Bivongi consentono una resa massima dell’uva in vino non eccedente il 70%; qualora tale percentuale venisse superata oltre il limite del 5%, decadrebbe la denominazione di origine controllata per tutta la produzione. Se l’eccedenza è entro il 5 per cento, solo l’eccedenza sarebbe esclusa dalla Doc.
Il DOC Bivongi Rosso Riserva deve osservare un tempo di invecchiamento minimo di due anni.